La domanda di Beppe Del Colle a cui sarebbe bello che qualcuno del PDL rispondesse:
"Che senso avrà il (giusto) rifiuto del relativismo etico e culturale da parte di Fini se, mentre egli parlava alla Camera, Berlusconi definiva il Pdl un «movimento politico che unisce finalmente i moderati, i liberali, i cattolici, i laici, i riformisti» (cioè quasi tutti gli italiani) in un notevole esempio di "relativismo etico e culturale"? (Beppe Del Colle)
Questioni di sostanza...
Roma, 9 mag. (Apcom) - Questa "è la stagione del 'fare'" e "allora parlino i fatti'. All'indomani del giuramento del nuovo Governo Berlusconi, scende in campo 'Avvenire' in un editoriale in prima pagina intitolato 'La prova dei fatti attende la squadra del presidente".
Sia le "politiche familiari" che i cosiddetti "ministri cattolici - osserva il quotidiano dei vescovi - sono sorprendentemente finiti nel limbo". "Le politiche per la famiglia - scrive il quotidiano della Cei - sono parte cruciale del programma del centrodestra, ma non avranno un ministero dedicato". E il fatto che i 'cattolici doc' non avranno ministeri nel governo Berlusconi pone "più che una questione formale di targhe, una questione di sostanza", ovvero la "valorizzazione della famiglia, perno sociale incomprensibilmente bistrattato e preziosa risorsa non solo per i cattolici, ma per la tradizione e la cultura di questo Paese, nell'esperienza viva della nostra gente".
"I governi e ministri, come gli alberi - conclude 'Avvenire' - si riconoscono insomma dai frutti che danno. Gli italiani, e noi con loro, a quei frutti guarderanno senza pregiudizi ma con rigorosa attenzione".
Roma, 8 mag. (Apcom) - Di democristiano nel Governo che ha giurato oggi c'è solo il partito di Gianfranco Rotondi, neoministro per l'attuazione del programma. La pattuglia di Comunione e liberazione, da Roberto Formigoni a Maurizio Lupi, non ha trovato posto nelle caselle del nuovo esecutivo guidato da Silvio Berlusconi. Alla fine anche Marcello Pera, amico personale di Papa Ratzinger, non ha accompagnato il Cavaliere al Quirinale pur essendo stato a lungo in predicato per il posto di Guardasigilli. I cattolici 'doc', quelli per i quali fede e politica non si possono districare, nel Berlusconi quater sono pochi.
Loro non si nascondono, anzi. Alla cerimonia di giuramento, nel Salone delle feste del Quirinale, il neoministro delle Politiche comunitarie Andrea Ronchi si è fatto il segno della croce e la nuova responsabile della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini portava una croce d'oro in bella vista al collo. Molti, a partire dal responsabile della Giustizia Angelino Alfano, sono praticanti ed osservanti. Eppure qualcosa è cambiato.
"E' l'ultimo atto contro la Dc", commenta un autorevole esponente dell'associazionismo cattolico. Il quotidiano 'Il Foglio', vicino a Forza Italia e sensibile a tutto ciò che si muove nella Chiesa cattolica, si è spinto a tracciare un ritratto elogiativo del governo uscente. "Adulti forse, ma sicuramente cattolici", ha scritto il giornale di Giuliano Ferrara. "Pasticcioni forse, ribelli, in qualche caso più laicisti dei laicisti, ma sicuramente cattolici. Pullulavano nel governo precedente e dannatissimo: da Prodi a Bindi, Fioroni, Rutelli, Turco, Mastella, Parisi, De Castro, Santagata". Ora non più. E gli osservatori - non da ultimi quelli Oltretevere - cercando con qualche fronte corrugata di capire in che direzione si muoverà Berlusconi.
"Da quando non c'è il partito dei cattolici l'unico partito che si ispira direttamente ai valori cristiani è l'Udc, ma non essendo nella maggioranza e nel governo, la prima impressione è che i cattolici non siano assolutamente rappresentati", spiega il direttore di 'Famiglia cristiana', don Antonio Sciortino. "Tuttavia, tanti nel governo si dichiarano cattolici", aggiunge, "valuteremo sulle proposte concrete". Il paese "ha bisogno di essere rassicurata sul quadro dei valori e dei principi di riferimento", puntualizza il 'Sir', l'agenzia stampa dei vescovi. Che pure evita di citare quella "anarchia dei valori" che, rivendicata da Berlusconi, aveva suscitato molte apprensioni nel mondo cattolico.
Tra tutti i temi, ad ogni modo, è quello della famiglia che suona subito come un campanello di allarme. Dopo una legislatura di Dico e Family day, di scontri tra maggioranza e opposizione, l'assenza di un ministero per la famiglia - che invece era stato creato dal Governo Prodi - ha fatto sobbalzare qualcuno sulla sedia. "Vorremmo capire se c'è solo una ragione strutturale. Se invece ciò significasse una minore attenzione alla famiglia, ci preoccuperemmo", afferma il presidente del Forum delle famiglie Giovanni Giacobbe. "Ci dispiace", gli fa eco don Sciortino, "a maggior ragione dopo che sono state fatte tantissime promesse in campagna elettorale sul tema della famiglia". Ex portavoce del Family day, ora deputata nelle fila del Pdl, Eugenia Roccella non è d'accordo. "Pur in presenza di un ministero per la Famiglia le aspettative sono state ferocemente deluse", afferma. "Per adesso mi fiderei del programma del Pdl, dobbiamo vedere il governo alla prova".
Tra un Parlamento in cui i cattolici rischiano la 'irrilevanza' e un Governo ancora da saggiare, intanto, le associazioni cattoliche più fedeli alle direttive della Conferenza episcopale italiana si organizzano. Entro l'autunno le tre 'reti' cattoliche - il Forum delle famiglie,Scienza e vita e Retinopera - convergeranno nello stesso edificio sul lungotevere dei Vallati. Dall''Ospitale dei cento preti' - così si chiama il palazzo che, di proprietà del vicariato, ospitava i sacerdoti della diocesi capitolina - partirà la strategia di 'lobbying' delle associazioni cattoliche, sul testamento biologico come sulla Legga 40, sulle scuole cattoliche come sulla bioetica, sugli sconti fiscali alla famiglia come su povertà e salari. "Noi non molliamo di un centimetro", preannuncia Mimmo Delle Foglie, portavoce di 'Scienza e vita'. Il Governo meno democristiano della storia d'Italia è avvertito.
Spero che i cattolici riprendano coraggio,
senza bisogno di cercare a sinistra alleati... né a destra collaboratori...;
ma curando di essere se stessi, affrontando le difficoltà che la vita stessa impone e soprattutto correggendo certi errori del passato...
Saranno questi auguri senza speranza?
(Don Luigi Sturzo)