Disobbediente²
Oggi, in un momento di illuminazione, ho deciso di fare qualcosa di trasgressivo: obbedire.
Obbedire, per il gusto di fare qualcosa di contro-corrente.
Obbedire, senza nè credere, nè tanto meno combattere.
Obbedire per ripicca e per ostinazione.
Obbedire, per sfuggere alla enorme grigia e petulante massa dei troppi disobbedienti che girano in Italia.
Obbedire per disobbedire ai disobbedienti, per disobbedire elevato alla seconda.
Ritratto di un grande disobbediente quadrato:

L'embrione...


Ho fatto un sogno,
ho sognato che un giorno
ogni valle sarà innalzata,
ogni montagna sarà spianata,
e la gioia del Signore sarà rivelata
e ogni carne la contemplerà.
Questa è la nostra speranza.
Questa è la fede che porto con me.
Con questa fede, saremo in grado
di trarre dalla montagna
della disperazione
la pietra della speranza.
Con questa fede, saremo in grado
di trasformare le nostre discordie
in una meravigliosa sinfonia
di fratellanza.
(Martin Luther King)
...Ecce Homo?

La ragione ultima del proliferare delle cacche a Bologna è da addebitarsi al diffondersi della moda dei "Punkabbestia".
Codesti, sarebbero poi quei tipi, coi pantaloni solitamente troppo larghi e lunghi, generalmente orribilmente trafitti ovunque da pezzi di ferro, che portano a spasso uno o più cani bruttissimi e dall'aria violenta.
Solitamente inoltre non è facile distinguere chi sia il cane e chi il padrone.

Bologna: una città di cacca...

Bologna è una delle città più densamente popolate di cacche.
L'ho tristemente constatato tornando dall'Università alla stazione dei treni.
E, se è vero che pestare una cacca porta fortuna, a giudicare dalle innumerevoli "striscie" di cacca sotto ai portici, Bologna è anche la città più densamente popolata di persone fortunate...
La vita nova
O vaneggianti dietro la mortale
apparenza dei beni della vita,
- e il desio folle che al goder v'incita
incalzan le furenti onde del male -;
o cui non certa fede lo spirtale
fulgor di vette luminose addita,
nè l'alma balza invigorita
a perseguir pugnando un ideale.
Passa uno stuol di giovani: severa
virtù d'amor, fulgente idea li move
alle lotte, ai conquisti e al morir.
Carezzan l'aure l'immortal bandiera,
luce su lei dagli alti azzurri piove,
e la segue dei popoli il sospir.

Questa poesia fu scritta nel 1896 da Romolo Murri, fondatore della prima Democrazia Cristiana, movimento di pensiero fuoriuscito dall'Opera dei Congressi che gettò le basi del pensiero democratico cristiano. Il titolo riprende quello della rivista che egli fondà, che si chiamava per l'appunto "La Vita Nova".

Un pensiero per Deborah…
Ieri una ragazza di 25 anni di Biella è stata uccisa dall’uomo che l’aveva violentata a 13 anni.
Deborah, è una di quelle che ce l’avevano fatta: non era rimasta in silenzio, aveva parlato coi genitori, aveva parlato con la polizia, aveva denunciato, aveva fatto il processo, era riuscita a chiudere il mostro in gabbia.
Ma il mostro, era uscito di prigione, come purtroppo fanno tutti i mostri prima o poi. Questo non è sicuramente uno di quei casi in cui il sistema penitenziario è riuscito ad assolvere il suo compito, non solo di punizione, ma di “recupero” del delinquente, perché non appena ha avuto la libertà questo aveva iniziato di nuovo a perseguitare la giovane che lo aveva nuovamente denunciato.
Eppure non è servito a nulla e Deborah ha subito dal suo mostro un'altra violenza, l’ultima.
Dov’è la giustizia? Dov’è se anche quando una giovane grida, urla, denuncia, fa tutto quello che deve fare come perfetta cittadina, la legge non riesce a far nulla? Dov’è la giustizia se nessuno si muove per le denunce di “minaccia” e di “molestia” finchè non diviene troppo tardi e non resta che piangere sul corpo della vittima?
“Sono più di mezzo milione (520 mila), -scrive l’ISTAT- le donne dai 14 ai 59 anni che nel corso della loro vita hanno subito almeno una violenza tentata o consumata; si tratta del 2,9% del totale delle donne di 14-59 anni.
Circa la metà (9 milioni 860 mila) delle donne in età 14-59 anni hanno subito nell’arco della loro vita almeno una molestia a sfondo sessuale; si tratta del 55,2% del totale delle donne di 14-59 anni.
Sono 373 mila (il 3,1,%) le donne di 15-59 anni che nel corso della vita lavorativa sono state sottoposte a ricatti sessuali sul posto di lavoro: in particolare l’1,8% per essere assunte e l’1,8% per mantenere il posto di lavoro o avanzare di carriera.”
Quand’è che riusciremo a fare capire, in questa assurda società in cui tutto ciò che è attinente al sesso è bello, buono e giusto, che una donna NON SI PUO’ VIOLARE, manipolare, sfruttare, privare di dignità?
Solo il 1991 la violenza sessuale è diventata un reato contro la PERSONA, e non semplicemente, come prima, un reato contro il “pudore”, ma questo, purtroppo deve ancora entrare nella testa delle persone.
Non c’è più grande umiliazione per una donna del subire una molestia sessuale, eppure le “Deborah” in Italia sono moltissime, più di quanto si creda e più di quanto viene scritto nelle statistiche, visto che purtroppo sono ancora poche a denunciare.
Io stessa sono in quel bel 55,2% di italiane che hanno subito “molestie a sfondo sessuale”, più di una volta, ma grazie al cielo nulla di grave, e di fronte a queste cose mi sento stufa, arcistufa, offesa, arrabbiata e, diciamocelo, un po’ sola…
Grande Capo, pensaci tu, e manda un bacione grosso a Deborah…

La Colomba e La Volpe
Dopo 5 anni che io, indegna ventiquattrenne scalcagnata, faccio, un po' per hobby e un po' per masochismo, attività politica, ho pensato di chiedere al Grande Capo, il Premier di tutti i Premier, colui al quale Berlusconi e Prodi fanno un baffo, cosa ne pensa Lui di quello che faccio, e in particolare, con estrema sfrontatezza tardo-adolescenziale, gli ho chiesto di dirmi qualcosa di piuttosto specifico su come devo pormi per il futuro.
Non è la prima volta che ho chiesto al Grande Capo consigli, anzi, se mi interesso di politica è in buona parte colpa Sua, ma questa è un altra storia...
Fu così, che nelle migliori ( e quindi scomparse) antiche tradizioni della Chiesa, dopo un po' di preghiera ho aperto la Bibbia a casaccio e ho letto la prima frase che mi balzava all'occhio:
"O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia,
nei nascondigli dei dirupi,
mostrami il tuo viso,
fammi sentire la tua voce,
perchè la tua voce è soave,
il tuo viso è leggiadro.
Prendeteci le volpi,
le volpi piccoline
che guastano le vigne,
perchè le nostre vigne sono in fiore."
Allora, parliamoci chiaro, io credo, prego, e pecco meschinamente in una mediocrissima vita da italiana-media di ceto medio-basso. Il fatto che parli del Grande Capo, insomma, non è proporzionale alla mia santità, ma alla mia comprovata meschinità.
Perciò, per quanto dentro al mio ego tronfio io sia ostinatamente convinta di essere la Colomba e che Dio mi abbia detto di uscire dal mio nascondiglio e non fare mancare la mia parola e il mio impegno politico, non posso, e non devo assolutamente escludere l'ipotesi di essere anche la Volpe piccolina che guasta la vigna...
Anzi, più ci penso e più mi accorgo di essere a volte l'una, a volte l'altra, a volte entrambe contemporaneamente, la colomba buona, e la volpe guastatrice.
Tutto sta nell'impegno a "colombizzarmi"...
Capo, ci proverò, aiutami pure Tu però...
Io non mi nasconderò tra i dirupi ignorando le mie responsabilità, non me ne starò zitta quando alle riunioni del partito sentirò come sempre le più grandi, altisonanti, idiozie, ma Tu aiutami a non arrabbiarmi, a non urlare, a non mordere le orecchie ad amici ed avversari, a mantenere la calma e la fede.
Aiutami a portare le cose dove vuoi Tu, che sei il Padrone della Vigna, e non dove voglio io che di vigne me ne intendo molto poco, come del resto pure di politica, e rischio di combinare dei danni.
Ok?