martedì, 30 maggio 2006, ore 00:33

Io credo più alle cose che immagino che alle cose che vedo.

(Giovannino Guareschi, Italia Provvisoria)

Sbavette
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martedì, 30 maggio 2006, ore 00:29

Le promesse del socialismo
(poesia tratta dal giornale Il Mulo, Bologna, 15 Maggio 1910)
Il Comizio del 1° Maggio
Quando sarà abolito il capitale,
e stabilito il regno socialista,
avremo la ricchezza generale,
e tal felicità che mai fu vista.
I fiumi porteranno latte e miele,
il mare sarà tutto di sciampagna,
e invece di castagne, sorbe e mele
gli alberi faran gnocchi con la bagna.
Saranno le montagne di formaggio,
i sassi di prosciutto e mortadella,
i giorni saran sempre il primo maggio,
e la stagione sempre la più bella.
Non si avrà più bisogno di lavoro,
perché dal cielo pioverà la manna.
Ognun, sdraiato all’ombra di un alloro,
potrà dir: pancia mia, fatti capanna!
Non vi saran più vizi né difetti,
non più carabinieri né birbanti;
ma tutti saran uomini perfetti
e sempre forti come elefanti.
E dopo tante gioie ben godute
non si morrà (più d’una sola volta)
finchè socializzata la salute
un giorno anche la morte sarà tolta.
 
C’è forse qualchedun che non ci crede?
Compatitelo! E’ un uom di poca fede!
Sbavette
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categoria : poesia, politica

lunedì, 29 maggio 2006, ore 13:52

Il Cristianesimo Sociale Il Cristianesimo Sociale

Visto che dalle discussioni coi compagni ho capito che una delle maggiori fonti di incomunicabilità è il fatto che tanti manco sanno che esiste un pensiero politico che si chiama Cristianesimo Sociale mi sembra utile mettere qui una piccola sintesi di questa dottrina politica scritta non da me, nè da Ruini, nè da un papaboy, ma da Norberto Bobbio e tratta da "Introduzione alla Costituzione".

Norberto Bobbio, cita e descrive sommariamente in questo libro i 4 pensieri politici che influiscono sulla nostra Costituzione: l'Idea Liberale, l'Idea Democratica, l'Idea Socialista e il Cristianesimo Sociale. Quella che ho riportato è la spiegazione del Cristianesimo Sociale.

Sbavette
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categoria : politica

domenica, 28 maggio 2006, ore 13:07

Questa è bellina.....

I bambini erano tutti in fila nella mensa di una scuola elementare cattolica. Sul tavolo c'era un grosso cesto pieno di mele. Una suora scrisse un biglietto e lo mise vicino al cesto: "Prendetene solo una, Dio sta guardando."
Dall'altra parte del tavolo c'era un altro grande cesto pieno di biscotti al cioccolato. Un bambino ci mise vicino un biglietto:
"Prendetene quanti ne volete, Dio sta guardando le mele."

Sbavette

mercoledì, 24 maggio 2006, ore 19:03

Sono un uomo di speranza
perchè credo che Dio
è nuovo ogni mattina.

Sono un uomo di speranza
perchè credo che lo Spirito Santo
è all'opera nella Chiesa e nel mondo.

Sono un uomo di speranza
perchè credo che lo Spirito Creatore
dà a chi lo accoglie una libertà nuova
e una provvista di gioia e di fiducia.

Sono un uomo di speranza
perchè so che la storia della Chiesa
è piena di meraviglie.

Sperare è un dovere, non un lusso.
Sperare non è sognare,
ma è la capacità di trasformare
un sogno in realtà.

Felici coloro che osano sognare
e che sono disposti a pagare il prezzo
più alto perchè il loro sogno prenda corpo
nella vita degli uomini.

(Card. Lèon Joseph Suenens)

Sbavette
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categoria : poesia, fede, preghiera

mercoledì, 24 maggio 2006, ore 18:36

OK, ieri l'incontro preparatorio per la fondazione dell'associazione provinciale di Scienza e Vita, la settimana prossima quello per la fondazione del Forum Provinciale delle Associazioni Famigliari....

Bindi, Turco, debosciate che non siete altro, state in guardia, arrivo ioooooooo!!!


(...dovrò ricordarmi di depilarmi le ascelle prima o poi...)

Sbavette
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categoria : pensieri, politica

mercoledì, 24 maggio 2006, ore 18:28

....mmmmmmppppppppfff! Patenteeeeeeeeeeeeeeeeee ti voglioooo!! Ti voglio-ti voglio-ti voglio!
(Anche se ti temo...)

Prima o poi ti prenderò uffiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!

Sbavette
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categoria : pensieri

martedì, 23 maggio 2006, ore 15:35

Lettera aperta di Sgarbi a Rita Borsellino: "lei non è l'antimafia e Cuffaro non è la mafia"

“Gentile Signora Borsellino,
le avrei volentieri scritto privatamente per delicatezza; ma il suo ruolo pubblico, ormai, e le sue dichiarazioni sulle mie parole, che lei non ha ascoltato, mi impongono di risponderle coram populo. E, credo, utilmente. Certo (nel passato ed anche oggi) se occorresse, io ho spesso urlato, mi sono molto indignato, e ho anche insultato. Ma non ho mai “ farneticato”. Le sue osservazioni sulle mie dichiarazioni alla stampa che lei non ha sentito e che erano dialetticamente articolate, sono improprie, inesatte, e ingenerose, oltre che irriguardose. 

Lei sembra aver affermato:”sono le solite farneticazioni di Sgarbi”. Non so a cosa si riferisca, ma io, anche nei momenti di più accese polemiche, ho difeso principi, uno dei quali – il rispetto della persona – è stato mortificato dalla parte politica che la sostiene. Mi riferisco all’esclusione dalle liste di Turi lombardo, incriminato, arrestato e poi assolto, e che invece di essere risarcito viene oggi di nuovo umiliato. 

Il suo illustre fratello conosceva la prudenza e la saggezza che devono guidare un processo giusto in cui non sia data soddisfazione soltanto all’accusa. Oggi questi principi non vengono rispettati e il nome di suo fratello, attraverso il suo, viene usato per ridurre il confronto politico allo schema forzato mafia-antimafia. 

La verità è che lei non è l’antimafia e Cuffaro non è la mafia. La verità è che la sua candidatura è stata un’abile invenzione, suggestiva ed evocativa, di Leoluca Orlando che io comprendo e posso anche apprezzare. Ma non sarebbe stata senza l’ombra sacra, che non può parlare di suo fratello, come sanno tutti, soprattutto i sostenitori della sua candidatura, e come pochi dicono. Certo, per rispetto a lei, al grande decoro della sua persona, e all’autenticità delle sue convinzioni. Ma questo non cambia il quadro, e non cambia il senso della sua candidatura. 

Quanto più preclare sono le sue virtù, tanto più appare contaminato chi vi si contrappone. Da una parte il rinnovamento, la Sicilia nuova, la moralità; dall’altra parte l’immobilismo, la Sicilia degli intrighi, l’immoralità. Peccato che non sia vero. E soprattutto che i suoi compagni di strada non siano tutti anime belle, come lei (lo comprova, fino all’ossessione, il caso Turi Lombardo). Queste le mie convinzioni che non sono farneticazioni. Come l’ammirazione per la scelta di Cuffaro di candidarsi, invece di stare al riparo delle immunità parlamentari.

La questione morale, ho detto, è non cedere alle minacce, alle pressioni della stampa, alle infamie, pensando di dovere essere battuti, se mai, per errori politici e non attraverso scorciatoie giudiziarie, imperativi etici; o magari contrapponendo artificialmente e sgradevolmente le facce dei due candidati. La sua è certamente bella, nobile, malinconica; meno espressiva, bamboleggiante, quella di Cuffaro.

Ma io oso pensare che, senza il martirio di suo fratello, lei non sarebbe stata chiamata. Farneticazioni o considerazioni logiche? Lei, come mio padre e mia madre, è farmacista, un lavoro paziente e misurato, in cui si conoscono le “dosi”, e io ho “dosato” le mie parole. Molto raramente ho incontrato farmacisti di sinistra. E anche lei, sono certo, come suo fratello non avrebbe votato un cartello in cui Rifondazione Comunista inibisce di candidarsi ad un innocente, ingiustamente perseguitato. 

La sua candidatura, anche per questo, non evoca la questione morale, ma il suo simulacro, una rappresentazione letteraria, il teatro della questione morale con il coro, pressoché unanime nel plauso, della stampa di regime. Lo schema è efficace, per schiacciare Cuffaro sul tipo d’autore del mafioso, e batterlo, non con una alternativa politica, ma con un espediente letterario e suggestivo. L’operazione è riuscita: lei interpreta perfettamente la parte con la sua faccia credibile e le sue indiscutibili virtù umane. 

Ma suo fratello non può parlare, non può prendere posizione. Eppure il suo nome, attraverso di lei, è messo in gioco. L’avrebbe gradito Paolo Borsellino? Ed è farneticante pensare (e dire) che lei, senza quel nome, non sarebbe stata scelta per drammatizzare uno scontro politico, oltre la politica, attraverso la persuasione o l’emotività che il martirio determina? E’ un’identità propria, sul piano etico, oltre che naturale, essere la sorella di un eroe? Ed è giusto agire politicamente, ovvero illustrarsi in memoria di lui? Che molti pensino di no, lo so, ma pochi lo dicono. Non dovessero mai essere accusati di farneticare! E così, con questa lettera di spiegazioni, lei ha finalmente il mio pensiero autentico senza deformazioni e deviazioni giornalistiche. Cuffaro si può sconfiggere con una offerta politica diversa, convincente, e liberatoria, proponendo un nuovo e migliore progetto. Non semplicemente contrapponendo una indeterminata e accattivante immagine di moralità. 

Non basta. E’ forse addirittura ingannevole. Provi a chiederlo al figlio adottivo di Tomasi di Lampedusa, Gioacchino Lanza Tomasi, che ha sempre considerato con grande lucidità e severità le seducenti architetture di Leoluca Orlando. Lei è riuscita particolarmente bene, ma forse la sua identità è una illusione ottica più che un progetto politico. O non mi era consentito dirlo, senza mancare di rispetto alla sua persona, che mi resta gradita e cara? 
Con lucida ammirazione” 

Vittorio Sgarbi 

Sbavette
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lunedì, 22 maggio 2006, ore 09:12

La Camera non è la Casa del Popolo...

CAMERA: VOLONTE',Giordano dimentica per difendere Bertinotti 18 maggio
   (ANSA) - ROMA, 18 MAG - ''Giordano ha dimenticato velocemente le
   funzioni ricoperte da capogruppo, memoria corta e interessata in
   difesa di Bertinotti. Dispiace''. Cosi' Luca Volonte', capogruppo
   dell'udc alla Camera, ha commentato il voto che ha espresso ieri il
   presidente della Camera Fausto Bertinotti nella riunione dell'ufficio
   di presidenza, decisivo per consentire la costituzione di cinque nuovi
   gruppi a forze politiche che non dispongono del numero di 20 deputati
   previsto dal regolamento. ''Il neo presidente della Camera - continua
   Volonte' - dopo aver trascinato l'istituzione che rappresenta nelle
   polemiche gravi nei confronti del Papa,ieri ha violato la prassi
   consolidata da 50 anni. Infatti, pur di mantenere le promesse
   elettorali, ha votato a favore del riconoscimento di nuovi gruppi
   parlamentari. E' la prima volta che accade che in una situazione
   simile il Presidente voti e faccia pendere cosi' la bilancia per la
   sua parte politica. Il presidente infatti rappresenta tutta la Camera,
   non l'Unione''. ''Inoltre - aggiunge il capogruppo dell'udc - con una
   maleducazione istituzionale senza precedenti, di cui pero' almeno si
   e' scusato, ha lasciato fuori dalla porta i Capigruppo, senza notizie
   sulla Conferenza pomeridiana. Il fedele Segretario di Rifondazione, ha
   il dovere di spiegare che gli atteggiamenti del Presidente devono
   essere diversi, che la Camera non e' la Casa del popolo''. ''Proprio
   la passione - conclude - e il rispetto delle istituzioni ci inducono a
   un caloroso invito a un radicale cambio di atteggiamento, a una forte
   presa di coscienza del ruolo istituzionale che Bertinotti dal 29
   aprile ricopre''.

Sbavette
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categoria : politica, attualità

giovedì, 18 maggio 2006, ore 15:42

Si racconta che quando Dio creò il mondo, affinché gli uomini prosperassero,
decise di concedere loro due virtù.

E così fece:
Gli svizzeri li fece ordinati e rispettosi delle leggi.
Gli inglesi perseveranti e studiosi.
I giapponesi lavoratori e pazienti.
I francesi colti e raffinati.
Gli spagnoli allegri e accoglienti.

Quando arrivò agli italiani si rivolse all'angelo che prendeva nota e gli
disse: "Gli italiani saranno intelligenti, onesti e di sinistra!" Quando terminò con la creazione, l'angelo gli disse: "Signore, hai dato a tutti i popoli due virtù ma agli italiani tre, questo
farà sì che prevarranno su tutti gli altri".
"Porca miseria! È vero! "Ma le virtù divine non si possono più togliere, che
gli italiani abbiano tre virtù! Però ogni persona non potrà averne più di
due insieme".

Fu così che:
- L'italiano che è di Sinistra ed onesto, non può essere intelligente.
- Colui che è intelligente e di Sinistra, non può essere onesto.
- E quello che è intelligente e onesto non può essere di Sinistra.

Sbavette