domenica, 03 giugno 2007, ore 10:20

Gli oppressi nella pattumiera: due parole di sano anti-abortismo

Molti parlano da anni, inascoltati, di un disegno maltusiano dietro alle politiche di "pianificazione familiare" e dietro le politiche che incentivano l'aborto. Senza bisogno di andare  a prendere ad esempio ciò che accade in Africa, in cui i paesi "avanzati" sono più occupati a limitare le nascite che a bonificare i pozzi, anche in Italia (nonostante ciò che è scritto nella famosa legge 194) è chiaro che l'aborto non è affatto disincentivato, anzi, diviene quasi l' unica chance soprattutto per le donne immigrate e per quelle più povere che invece avrebbero tutto il diritto di veder nascere i propri figli.
Liberare queste donne (e queste famiglie) dalla situazione di bisogno pare significhi liberarle dai loro figli, anzichè liberarle dalla povertà e dall'ignoranza, così il problema di cui disfarsi è il figlio e non la povertà. Del resto fare ad una donna una operazione è meno "costoso" che sostenerla, che aiutarla a imparare l'italiano (moltissime donne che abortiscono sono straniere), aiutarle a trovare un lavoro, aiutarle a trovare una casa... E così, oltre a non dover aiutare lei, si toglie di mezzo un futuro piccolo bambino povero.
Quando si parla di aborto, dove sono finiti i difensori dei deboli e degli oppressi? Tra un po' di anni non avremo più bambini con la sindrome di down, ma non perchè ci siamo liberati della sindrome di down, bensì perchè siamo riusciti a liberarci di loro uccidendoli prima della loro nascita, e la stessa cosa vale per numerose patologie di handicap che "stanno scomparendo" perchè abbiamo deciso che loro non hanno diritto di esistere, perchè il loro diritto alla vita costa troppo alla nostra società ipocrita ed egoista. E così, non in africa, non in asia, non nei paesi "indietro", ma nella nostra Italia e nei paesi cosiddetti "avanzati", stiamo uccidendo i poveri, gli handicappati e i deboli prima che nascano, nel silenzio generale.
Caro Emanuele, caro Nat, cari Compagni, qualcuno di sinistra si chiede come mai nonostante tutte le ingiustizie non ci sia oggi una schiera di oppressi ben definita da difendere e che si ribelli, come era una volta la classe operaia. La risposta è semplice, gli oppressi sono in buona parte nella pattumiera dell'ospedale della vostra città.
Ogni anno (e sottolineo ogni anno)  in Italia vengono uccisi 180.000 bambini, ecco dov'è finito l'esercito proletario.

Antonella


Dal Libro di Alessandra Nucci "La donna ad una dimensione"

Nel 2000, quasi alla fine del suo mandato, il Presidente a­mericano Bill Clinton, noto femminista, fece approvare la pil­lola abortiva RU-486 con una procedura d'urgenza, normal­mente intrapresa solo per le medicine salva-vita, nonostante che già allora se ne conoscessero i rischi mortali. La sua azione fu salutata come gesto coraggioso a favore delle donne. Adesso negli archivi di Clinton è stata scoperta una lettera dell' epoca, scritta da un personaggio di alto profilo della lobby abortista, che perorava l'uso dell' aborto chimico e chirurgico come stru­mento per

“eliminare il segmento a malapena scolarizzato, malato e povero del paese” (*)

Datata 6 gennaio 1992, la lettera proseguiva affermando che il governo doveva fornire contraccettivi, preservativi e anche «vasectomie, legature delle tube e aborti ... RU-486 e aborti convenzionali», perché

“il problema è che il numero dei poveri aumenta con la nascita di milioni di bambini di gente che non se li può permettere [...]. La nostra sopravvivenza dipende dalla possibilità di sviluppare una popolazione in cui tutti fanno la loro parte. Non abbiamo bisogno di altra carne da cannone. Non abbiamo bisogno di altri parroc­chiani. Non abbiamo bisogno di altra mano d'opera a buon mer­cato. Non abbiamo bisogno di bambini poveri. “ (*)

Secondo David Reardon dell'Elliot lnstitute i fautori della denatalità mirano soprattutto ai paesi in via di sviluppo, dove la RU-486 sarebbe distribuita con facilità.

“Per evitare problemi con la legge, o con le coscienze dei singoli pazienti, questi trattamenti possono essere nascosti sotto l' eufemi­smo di "regolazione mestruale". E anche se sorgessero questioni di sicurezza, come in USA, per le morti e le ferite sofferte dalle donne, se ne può dare la colpa ai divieti "repressivi" di abortire che negano alle donne l'accesso ad aborti sicuri e legali". (...)


*RU-486 Linked to Population Control in Letter Found in Clinton Files (Documento dell'archivio Clinton Collega la RU486 al controllo demografico), the Elliot Institute News, vol. 5. n. 5, 8 giugno 2006
Sbavette