venerdì, 29 febbraio 2008, ore 19:36

Questo blog aderisce all'iniziativa del blog http://casinipresidente.wordpress.com/  per una rete 1000 blog di giovani a sostegno della candidatura di Casini alle prossime elezioni politiche. Mi pare una cosa carina, e io confido nell'UDC perciò... presente!

Sbavette

venerdì, 29 febbraio 2008, ore 14:38

E buon per me se la mia vita intera
mi frutterà di meritare un sasso
che porti scritto: non mutò bandiera.
(G. Giusti)

In questo periodo questa citazione mi pare calzante, per quanto l'autore sia di un altra cultura politica rispetto alla mia (era un risorgimentale liberale).
Sbavette
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categoria : citazioni, politica

mercoledì, 27 febbraio 2008, ore 21:24

Il cattolico adulto
di Marco Cardarelli

Il Cattolico Adulto (C.A.) si distingue dal cattolico semplice per una serie di valorose caratteristiche che andremo brevemente ad elencare

La prima: Il C.A., in quanto tale, non è più bambino, lo dice la parola stessa, e quindi, in quanto adulto, pensa liberamente e non è
condizionato dal pensare altrui, in particolare da quello dei cosiddetti padri, che, nel mondo cattolico, tendono a corrispondere, seppur con una certa approssimazione, con i rappresentanti della Chiesa. Il C.A., pertanto, è abilitato a ritenere, per esempio, che una coppia composta di uomo più uomo, costituisca una famiglia, seppur particolare, che potremmo definire, sempre per esempio, ‘faviglia’, per marcare la differenza e contemporaneamente mantenere un’assonanza con il termine originario. Il C.A. rimane pur sempre cattolico e mantiene una certa affezione, in particolare in periodo elettorale, per le nonnine che vanno in chiesa la mattina e potrebbero fraintendere il messaggio avveniristico – così confermando di aver ben compreso i preziosi insegnamenti sia del c.d. pensiero debole sia dei Village People.
E così, arriviamo alla seconda caratteristica di distinzione: il C.A. è, come abbiamo appena dimostrato, uomo colto, nel senso etimologico di ‘coltivato’, terreno fertile e dissodato, accogliente nei confronti delle
più svariate colture, della più varia semenza. Ha quindi, contrariamente al cattolico semplice, una speciale tendenza al sincretismo. Il sincretismo è quella nota corrente teodottrinale, secondo cui non appare opportuno ricercare la Verità solo in un determinato ambito, ma ricostruirla attraverso una preziosa opera di ricucitura fra le varie posizioni. Ad esempio, nella meditazione della Passione, Morte e Risurrezione di Nostro Signore, il C.A. non si limita all’esame delle istanze della Tradizione, ma ricostruisce la vicenda, e il senso che ne promana, tenendo in giusta considerazione anche le posizioni posizioni che hanno al riguardo i dervisci, l’associazione dei druidi scozzesi, i devoti a Manitù, gli adoratori del grande Cocomero e il mago Otelma.
Quasi naturalmente scivoliamo verso la terza caratteristica del C.A.: il C.A. è tollerante e rispettoso del prossimo, chiunque esso sia, che, per definizione e oltre le apparenze, in fondo in fondo la pensa come lui. Naturalmente, con la sola eccezione del cattolico semplice, ritenuto dal C.A. il proprio peggior nemico.
La tolleranza del C.A. si manifesta in molti campi, in particolare nell’uso del linguaggio: il C.A. non si limita a dare il nome tradizionale alle cose, ne cerca sempre nuovi, che allo stesso tempo identifichino l’oggetto
e lo abbelliscano.
Sempre a titolo di esempio il C.A., per indicare il medesimo concetto, non usa mai il termine ‘aborto’, ma il più elegante ‘interruzione volontaria di gravidanza’ o ‘ivg’. Le parole hanno il loro peso e merita delicatezza
anche il ginecologo: il quale non sopprime il concepito, ma interrompe soltanto la gravidanza: la differenza
è evidente a tutti.
Malelingue sostengono che il C.A., per tutta questa serie di ragioni, forse è più adulto (o meglio rimbambito) che cattolico, ma sono posizioni vetero bigotte che non meritano alcun rilievo e dalle quali ci teniamo a distanza.
Alla fine di questo breve excursus, ci dispiacerebbe se le nostre poche parole fossero state troppo condizionate dalla stima profonda e dalla simpatia morale che nutriamo per il C.A.

(tratto da Il Nuovo Cittadino)
Sbavette
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categoria : politica, fede

lunedì, 25 febbraio 2008, ore 10:31

L’associazione Giuseppe Dossetti: momento giusto per creare il 'centro'
 ROMA.
«Ci troviamo davanti all’opportunità storica di dar vita a un raggruppamento 'di centro' in grado di competere con i tre attori principali (il Pdl, il Pd e la Sinistra Arcobaleno) dell’attuale scenario politico-elettorale italiano»: l’Associazione culturale Giuseppe Dossetti, presieduta dalla senatrice Ombretta Fumagalli Carulli, sottolinea l’eccezionalità del momento storico del nostro Paese. L’associazione esprime quindi il «disappunto per l’incapacità (o non volontà) della politica di cogliere alcuni 'segni particolari'», in uno «schema di rappresentanza politico-istituzionale spinto oggi verso una forma di 'bipartitismo forzato' – superamento in negativo del vecchio bipolarismo – che mortifica le tradizionali culture e identità politiche del nostro Paese». Da qui l’opportunità storica di creare un forte raggruppamento di centro, a differenza di altre rovinose esperienze perseguite in anni precedenti, per esprimere «valori, stili di comportamento e prassi metodologica che si richiamano direttamente all’identità cristiana, alla dottrina sociale della Chiesa e alla cultura cattolico­democratica e popolare».

(da Avvenire di oggi)

Lo riprendo perchè mi pare interessante che anche un associazione ispirata a Dossetti si distingua così fortemente dal PD.
Sbavette
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categoria : politica, attualità

lunedì, 25 febbraio 2008, ore 10:23

Medici, documento choc «Ma non è quello votato»
 Nel testo diffuso apertura totale a «194» e Ru486 Ma ci sono dubbi


 DA MILANO
ENRICO NEGROTTI
 U
n fantomatico documento bioetico è stato an­nunciato ieri dall’ufficio stampa della Federa­zione nazionale degli Ordini dei medici chi­rurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), come se fosse la posizione ufficiale approvata dai 103 presidenti de­gli Ordini provinciali. In questo documento si parla di pillola del giorno dopo, aborto (e introduzione della RU486), diagnosi preimpianto nella fecondazione as­sistita e assistenza ai neonati estremamente prema­turi. Peccato che il suddetto documento non sia quel­lo approvato dal Consiglio nazionale della Fnomceo, che invece – in nove cartelle – svolge una riflessione sul ruolo dei medici nella società, evidenzia i proble­mi quotidiani che sono di ostacolo a una adeguata as­sistenza sanitaria ai cittadini e si rivolge ai politici (e segnatamente ai candidati premier) perché tengano in considerazione le valutazioni dei medici nei loro programmi dedicati alla sanità.
  Dalla Fnomceo è stato diffuso un comunicato che se­gnala il favore dei medici verso «l’impianto tecnico­scientifico, giuridico e morale» della legge 194, affer­mando la «necessità» di introdurre anche la pillola Ru486. Per quanto riguarda la pillola del giorno dopo, si lamentano «surrettizie limitazioni che ostacolino la fruizione del diritto della donna», riconoscendo la clausola di coscienza dei medici (prevista dall’artico­lo 22 del Codice deontologico), ma ricordando l’ob­bligo del medico di «fornire al cittadino ogni utile infor­mazione e chiarimento». Sulla procreazione medi­calmente assistita, il comunicato della Fnomceo insi­ste su recenti sentenze della magistratura e ricorda di essersi già espressa negativamente sulla limitazione della diagnosi genetica preimpianto e sull’obbligo di impianto di tutti gli embrioni prodotti. Infine sull’as­sistenza ai neonati prematuri si riconosce il dovere del medico «quando sussistano possibilità di vita auto­noma del feto» di adottare «tutte le misure idonee a salvaguardarne la vita, ispirando il proprio compor­tamento caso per caso, evitando ogni forma di acca-
nimento terapeutico» e informando e coinvolgendo nelle scelte i genitori.
  Peccato che tale «documento», se presentato come posizione ufficiale della Fnomceo, sia «sostanzial­mente un falso». Così lo definisce Valerio Brucoli, com­ponente del comitato sulla deontologia della Fnom­ceo: «Nel Consiglio nazionale sono state lette 14 rela­zioni dei gruppi di lavoro, ma non sono state né vota­te né approvate. In particolare quella relativa ai temi etici (e che ora viene presentata come la posizione del­la Fnomceo) è solo una delle posizioni espresse al co­mitato etico, quindi un’opinione personale. Il docu­mento approvato dal Consiglio nazionale della F­nomceo, invece, parla d’altro».
  Infatti riguarda le sfide tecnico-professionali, etiche e civili sempre più complesse che vengono proposte al­la società e ai medici dai processi di innovazione scien­tifica e tecnologica della medicina. Pertanto il Consi­glio nazionale della Fnomceo propone alcuni consi­gli per una «buona politica in sanità». Si sottolinea la necessità di «ridefinire i rapporti tra le prerogative del­la politica e quelle della gestione», irrobustendo il ruo­lo nello Stato in una sanità federale e rivedendo ruo­lo e attribuzioni del direttore generale. Si richiede un intervento legislativo sulla prevenzione e gestione del rischio professionale, per ridurre il ricorso alla medi­cina difensiva, e altri temi professionali. Il Consiglio na­zionale della Fnomceo promette l’organizzazione a Roma, in primavera, dell’organizzazione di una con­ferenza nazionale sulla professione medica aperta a tutti gli interlocutori istituzionali e sociali.


(da Avvenire di oggi) 

Sbavette
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categoria : politica, vita, aborto, attualità

venerdì, 22 febbraio 2008, ore 16:24

Parlamento più "rappresentativo" con la Yespica...

Roma, 21 feb. (Adnkronos/Ign) - Mentre il centrodestra è impegnato nelle trattative per individuare i diversi candidati del Popolo delle libertà, un nome che si fa strada lascia perplessi gli azzurri: è quello della showgirl venezuelana Aida Yaspica che, secondo indiscrezioni, potrebbe essere inserita nelle liste del Pdl.

E a confermare i timori degli azzurri è il senatore Francesco Cossiga. "Io non milito nel Popolo delle libertà, ma sono stato sommerso questa mattina da numerose telefonate di 'berlusconiani' che protestavano con me (e io che c'entro?) per la candidatura della nota attrice Aida Yespica, l'amica del presidente venezuelano Chavez.

Io ho risposto che Silvio Berlusconi - afferma l'ex capo dello Stato - è anzitutto un grande impresario teatrale che crede che la bella apparenza conti anche elettoralmente: basta dare uno sguardo agli elementi femminili del suo gruppo''. Lo afferma, in una nota, il senatore a vita Francesco Cossiga.

''La signora Yespica - aggiunge Cossiga - è da lungo tempo una delle più care amiche di Berlusconi e lui notoriamente ne apprezza molto le doti di intelligenza, nonché quelle artistiche: l'avvenenza delle donne, come è noto, non lo ha mai interessato".

"E poi, a proposito della futura appartenenza della signora Yespica alla Camera dei deputati (ma la cittadinanza italiana ce l'ha?), si può parafrasare ciò che rispose Winston Churchill a chi gli faceva osservare che nella Camera dei Comuni sedevano molti imbecilli: 'Non saremmo una democrazia rappresentativa se non fosse così, dato che nel Paese di imbecilli ce ne sono molti: e così si potrebbe dire - conclude - 'mutatis mutandis', della signora Yespica".

Ma a smentire le voci di una sua candidatura è la stessa showgirl che fa sapere, categorica: "No, non mi candido. Non sono neanche cittadina italiana...". E rincara: "Non mi piacerebbe. Non mi piace l'idea di entrare nel Parlamento italiano. E neanche con Berlusconi".
Sbavette
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categoria : politica, attualità

martedì, 19 febbraio 2008, ore 16:02

Confessione di un Ex Abortista
del Dr. Bernard Nathanson

 

 

Nathanson.jpg

Sono personalmente responsabile di aver eseguito 75.000 aborti. Ciò mi legittima a parlare con autorevolezza e credibilità sull’argomento. Sono stato uno dei fondatori della National Association for the Repeal of the Abortion Laws [Associazione Nazionale per la legalizzazione dell’aborto ndr] (NARAL), nata negli Stati Uniti, nel 1968. A quel tempo, un serio sondaggio d’opinione aveva rilevato che la maggioranza degli Americani era contraria a liberalizzare l’aborto. In capo a soli 5 anni, noi riuscimmo a costringere la Corte Suprema degli Stati Uniti ad emettere la decisione che, nel 1973, legalizzò l’aborto completamente, rendendolo possibile virtualmente fino al momento del parto.

Come ci riuscimmo? È importante capire le strategie messe in atto perché esse sono state utilizzate, con piccole varianti, in tutto il mondo occidentale al fine di cambiare le leggi contro l’aborto.

 

La prima strategia fu conquistare i massmedia

 

Cominciammo convincendo i massmedia che quella per la liberalizzazione dell’aborto era una battaglia liberale, progressista ed intellettualmente raffinata. Sapendo che se fosse stato fatto un vero sondaggio ne saremmo usciti sonoramente sconfitti, semplicemente inventammo i risultati di falsi sondaggi. Annunciammo ai media che dai nostri sondaggi risultava che il 60% degli Americani era favorevole alla liberalizzazione dell’aborto. Questa è la tecnica della bugia che si auto-realizza: poche persone, infatti, desiderano stare dalla parte della minoranza. Raccogliemmo ulteriori simpatie verso il nostro programma inventando il numero degli aborti illegali praticati ogni anno negli Stati Uniti. La cifra reale era di circa centomila, ma il numero che più volte ripetemmo attraverso i media era di un milione. Ripetendo continuamente enormi menzogne si finisce per convincere il pubblico.

Il numero delle donne morte per le conseguenze di aborti illegali si aggirava su 200-250 ogni anno. La cifra che costantemente indicammo ai media era 10.000.

Questi falsi numeri penetrarono nelle coscienze degli Americani, convincendo molti che era necessario eliminare la legge che proibiva l’aborto.

Un’altra favola che facemmo credere al pubblico attraverso i media era che la legalizzazione avrebbe significato soltanto che quegli aborti, allora eseguiti illegalmente, sarebbero divenuti legali. In realtà, ovviamente, l’aborto è divenuto ora il principale metodo di controllo delle nascite negli Stati Uniti e il loro numero annuale è aumentato del 1500% dalla legalizzazione.

 

La seconda strategia fu giocare la “carta cattolica”

 

Sbeffeggiammo sistematicamente la Chiesa Cattolica e le sue “idee socialmente arretrate” e scegliemmo la Gerarchia cattolica come colpevole dell’opposizione contro l’aborto. Questo argomento fu ripetuto all’infinito. Diffondemmo ai media bugie del tipo “tutti sappiamo che l’opposizione all’aborto viene dalla Gerarchia e non dalla maggioranza dei cattolici” e “ i sondaggi dimostrano ripetutamente che la maggior parte dei cattolici vuole la riforma della legge sull’aborto”. I media bersagliarono insistentemente il pubblico americano con queste informazioni, persuadendolo che qualsiasi opposizione alla liberalizzazione dell’aborto doveva essere sotto l’influenza della Gerarchia ecclesiastica e che i cattolici favorevoli all’aborto erano illuminati e lungimiranti. Da questa affermazione propagandistica si deduceva che non esistessero gruppi antiabortisti non cattolici; il fatto che altre religioni cristiane e non cristiane fossero (e ancora sono) unamimemente antiabortiste era costantemente sottaciuto, allo stesso modo delle opinioni pro-life espresse da atei.

 

La terza strategia fu la denigrazione e la soppressione di tutte le prove scientifiche del fatto che la vita ha inizio dal concepimento.

 

Spesso mi viene chiesto che cosa mi abbia fatto cambiare idea. Come, da esponente abortista di punta, mi sono trasformato in un difensore pro-life? Nel 1973, sono diventato direttore di Ostetricia in un grande ospedale di New York City ed ho fondato l’unità di indagine prenatale, proprio quando stava prendendo il via una nuova grande tecnologia che oggi usiamo quotidianamente per studiare il feto nell’utero. Una delle principali tattiche pro-aborto è insistere sull’impossibilità di definire quando la vita abbia inizio, e che questa sia una domanda di carettere teologico o morale o filosofico ma non scientifico. La fetologia ha reso innegabilmente evidente che la vita inizia dal concepimento e che richiede tutta la protezione e la salvaguardia che ognuno di noi desidera per se stesso. È chiaro che la liberalizzazione dell’aborto è la deliberata distruzione di quella che indiscutibilmente è una vita umana. È un inaccettabile atto di violenza mortale. Si può comprendere che una gravidanza non pianificata sia uno straziante dilemma, ma cercare la soluzione in un deliberato atto di distruzione significa buttare via l’infinita ricchezza dell’ingengno umano e sottomettere il bene pubblico alla classica risposta utilitaristica ai problemi sociali.

 

Come scienziato so - non “credo”, ma “so” – che la vita ha inizio con il concepimento. Benché io non sia praticante, credo con tutto il cuore alla sacralità dell’esistenza che ci impone di fermare in modo definitivo ed irrevocabile questo triste e vergognoso crimine contro l’umanità.


 

 

(tratto dal sito http://www.editorialeilgiglio.it/articles.php?lng=it&pg=308 dove è scaricabile anche il filmato "Il grido silenzioso" che riprende un aborto)

Sbavette

sabato, 16 febbraio 2008, ore 14:31

...Possiamo vergognarci di aver fatto questo?

Berlusconi vuole fare secca l'UDC perchè durante il suo governo si è opposta ad alcune cose costituendo una voce fuori da coro... ma in quali occasioni lo ha fatto?

-sulla legge Bossi Fini: una visione ancora più restrittiva proposta dalla Lega non avrebbe fatto rimanere in Italia manco le badanti... avremmo dovuto fare schiattare gli anziani e gli ammalati per dare uno sfizio a Bossi?

-contro la legge di Tremonti riguardo le Fondazioni: se fosse passata Tremonti avrebbe distrutto l'intero no-profit italiano che è sostenuto in gran parte dalle Fondazioni... avremmo dovuto lasciare che quelle associazioni che mandano avanti il paese col volontariato morissero?

-contro la legge di Tremonti riguardo le Cooperative: se fosse passata quella norma non solo le cooperative rosse (come era nel suo intento) sarebbero state molto penalizzate, ma l'intero mondo delle cooperative bianche sarebbe stato spazzato via... E' vero che c'è una cooperazione che ha ormai perso i valori originari, ma per questo avremmo dovuto cancellare la storia della cooperazione?

-contro la legge Cirami sul conflitto d'interesse, che è passata alla fine ma con molte correzioni fatte dall'UDC per attenuarne il vantaggio personale di Berlusconi... Avremmo dovuto far finta che non fosse una norma spudoratamente ad personam??


Obiettivamente, oggi possiamo vergognarci di avere fatto quelle scelte?
No, io non credo.
Sbavette

sabato, 16 febbraio 2008, ore 14:11

Casini: "Dopo 14 anni di collaborazione, dico a Berlusconi: in italia non tutti sono in vendita".

"Ci sono molti che non si sentono di delegare il proprio futuro a una sinistra finita nella storia e nel governo o in una nuova formazione populista, demagoga, che è un'arca di Noé, che può comprare i marchi ma non gli uomini e le idee", ha continuato scagliandosi contro il Pdl.

(Reuters)

Sbavette
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categoria : politica, attualità

sabato, 16 febbraio 2008, ore 11:45

"(...) Però nel campo delle attività pubbliche, imiteremo i primi cristiani, che portavano il Vangelo nascosto nel petto, e alimentavano alla santa parola la loro fede, mentre come cittadini invadevano i fori e la curia e gli eserciti e i campi e fin nelle officine degli schiavi, per poi al momento opportuno parlare davanti ai presidi e ai re le parole dello Spirito Santo"

Don Luigi Sturzo
fondatore del Partito Popolare Italiano

Sbavette
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categoria : citazioni, politica, attualitÃ