martedì, 13 maggio 2008, ore 12:41
GOVERNO/ 'FAMIGLIA CRISTIANA' CRITICA: NEANCHE UN CATTOLICO
Berlusconi soffre di sindrome cattolici su etica e immigrazione
Roma, 12 mag. (Apcom) - "Non era mai accaduto nella storia della Repubblica, da De Gasperi a Prodi. E' questa la vera svolta del Berlusconi IV: nel Governo non c'è un solo ministro cattolico dichiarato": così 'Famiglia Cristiana' nell'editoriale di apertura del numero in edicola questa settimana commentando la rosa dei ministri del nuovo esecutivo Berlusconi.
"Se Veltroni ha risolto d'un colpo la sovrabbondanza dei partiti, Berlusconi con l'esclusione di Casini e dell'Udc ha semplificato la storia di una Repubblica cresciuta nel segno della Dc", scrive il settimanale dei Paolini. "Il Cavaliere soffre della sindrome dei cattolici", prosegue 'Famiglia cristiana': "Ritiene che i 'se' e i 'ma' sulle questioni etiche (dalla vita alla famiglia, dalla pace all'ambiente, dalla giustizia alla legalità, dalla sicurezza all'immigrazione) possano rallentare il cammino del suo Governo, di basso profilo ma fortemente compatto, perché alla competenza si è preferita la fedeltà. Così, nonostante le resistenze, Alfano va alla Giustizia, e Schifani, da gregario, diventa la seconda carica dello Stato".
"Ma davvero i cattolici sono inaffidabili? O la loro moderazione è un sano antitodo alla voglia di usare più i muscoli che la ragione?", si domanda il quotidiano guidato da don Antonio Sciortino. "In campagna elettorale Berlusconi s'è distinto per l''anarchia dei valori': di aborto e Dico non si doveva assolutamente parlare, mentre sugli immigrati nessuna remora all'arrembaggio".
Precise e circostanziate, con tanto di nomi e congnomi, le critiche di 'Famiglia cristiana': innanzitutto, "l'effervescenza di Maroni, che a problemi seri (sicurezza e immigrazione) propone soluzioni semplicistiche, sull'onda dell'emotività". Secondo il settimanale cattolico, "se al Governo ci fossero stati Pisanu, Lupi o Formigoni avrebbero posto qualche interrogativo". Ancora: "Perché un ministro equilibrato e apprezzato come Pisanu è stato cancellato dalla naturale candidatura di presidente del Senato?". Quanto alla 'pattuglia' di Comunione e liberazione, "Lupi? Ha pagato la sua cocciutaggine a difesa della dottrina sociale della Chiesa? E Formigoni, che non ama la 'geometria variabile sui valori'?". Infine, "il colmo s'è raggiunto con la scomparsa del ministero della Famiglia". "A un anno dal Family Day siamo al punto di partenza", sottolinea il giornale dei Paolini, che, con un'ultima stoccata bipartisan, conclude: "Anche il Pd, col Governo ombra ha ignorato la famiglia; preferiscono trastullarsi con dualismi e correnti, nonostante il segnale netto e forte delle primarie".
(dal Velino:)
“Se al governo ci fossero stati Pisanu, Lupi o Formigoni – continua la rivista dei paolini - avrebbero posto qualche interrogativo. Pisanu, in passato, s’era opposto alle bellicose intenzioni contro i ‘clandestini’ in mare, che per lui erano invece ‘naufraghi da soccorrere’. E non parlava solo da cristiano, era l’espressione di una politica fondata sulla dignità umana, cui la classe dirigente cattolica e democratica era stata educata. Perché un ministro equilibrato e apprezzato come Pisanu è stato cancellato dalla naturale candidatura di presidente del Senato?” si chiede Famiglia Cristiana. “Lupi è stato ‘sterilizzato’ con la vicepresidenza della Camera; il governatore della Lombardia è stato cortesemente allontanato e congelato: non hanno nulla da dire Cl e la Compagnia delle Opere? Ma il colmo s’è raggiunto con la scomparsa del ministero della Famiglia. È più urgente il ‘federalismo fiscale’ o il ‘quoziente familiare’ (già finito nel limbo dell’oblio)? Alle politiche familiari non basterà certo il colpo di teatro dell’abolizione dell’Ici (quando, come?), che non porterà alcun beneficio. A un anno dal Family Day siamo al punto di partenza”.
Sbavette