Quanto mi piace 'sta foto.

Soubrettes e "prestazioni occasionali"...
Tralascio tutto il discorso sullo schifo delle intercettazioni divulgate, tralascio le ovvie perplessità del come mai diventino uno scandalo e un caso per AN quando tutti sanno benissimo che tutto l'arco costituzionale da Rifondazione a Alternativa sociale passando per il gruppo misto rifila le sue belle raccomandazioni a destra e a manca... tralasciamo, tralasciamo e parliamo pure del troiaio.
Leggevo tempo fa un articolo di una Commissaria europea svedese che additava la TV italiana come la più sessista d'Europa, piena com'è, dalle 8 di mattina alle 8 della mattina dopo, di donnette utilizzate solo per l'ostentazione provocatoria del loro corpo e nulla più.
Io sono sempre stata disgustata da veline-letterine-schedine e compagnia bella, ma mi son sempre detta: forse sono io che faccio come al solito la bigotta-medievale&oscurantista, per cui quell'articolo del commissario delle pari opportunità mi rincuorò molto: "Ah, bene, non ci sono solo io nauseata da tette e chiappe al vento a tutte le ore, siamo almeno in due in europa...", mi sono detta.
Una volta recitavo e mi è capitato di fare qualche provino.
Ricordo con particolare disgusto proprio quello per la RAI...
In teoria si richiedeva una buona dizione e livello culturale ma quando sono arrivata là constatai subito che non avevo mai visto una tale concentrazione di mignotte tutte in una volta sola, con 'ste labbra e 'sti seni così gonfi che mi aspettavo che esplodessero da un istante all'altro. La consegna delle foto è stata esilerante. La maggior parte aveva delle foto da calendario, mezze nude (o nude) e in pose erotiche, io sembravo una aspirante presentatrice dell'Albero Azzurro...
Ma la cosa più divertente era che proprio loro passavano le selezioni, e alcune di loro (alla faccia della dizione) manco sapevano bene l'italiano (...erano straniere...) mentre venivano palesemente scartate persone nettamente più qualificate e per nulla meno belle. Quanto al livello culturale richiesto, manco una domanda di cultura generale.
Quello è stato l'ultimo provino che ho fatto.
Poi lentamente ho smesso pure di recitare. L’ultima volta che l’ho fatto è stato semplicemente per uno spettacolo durante una rievocazione storica, nulla di che. Mi manca anche un po’ la recitazione.
Stop abortion now






-Le donne lavorano i 2/3 delle ore di lavoro, producono la metà del cibo mondiale, eppure guadagnano 1/10 delle entrate mondiali e posseggono 1/100 della ricchezza del mondo
-Un quarto della popolazione mondiale vive con meno di un dollaro al giorno: il 70% di questi sono donne
-Le donne posseggono solo l'1% delle posizioni dirigenziali nelle International Corporations
-Le donne detengono solo il 6.2% delle posizioni ministeriali in tutto il mondo
-La violenza maschile causa, tra le donne dai 15 ai 40 anni, più morti del cancro, della malaria, degli incidenti stradali e delle guerre
(State of the World, 2000)

Lasciatevi stritolare il cuore da queste Immagini pazzesche...
Le immagini che seguono sono estremamente dure (chi non vuole vederle non scorra la barra...), però riteniamo doveroso mostrarle, perchè fatti così gravi non devono passare inosservati. Il mondo deve sapere, la gente deve essere informata di quanto accade in Cina, di come possa disumanamente divenire normalità il disprezzo per
la vita.
Una bimba appena nata giace morta sotto il bordo del marciapiedi, nella totale indifferenza di coloro che passano.
La piccina è solo un'altra vittima della politica crudele del governo cinese che pone il limite massimo di un solo figlio nelle città (due nelle zone rurali), con aborto obbligatorio.
Nel corso della giornata, la gente passa ignorando il bebè: automobili e biciclette passano schizzando fango sul cadaverino.
Di quelli che passano, solo pochi prestano attenzione.
La neonata fa parte delle oltre 1000 bambine abbandonate appena nate ogni anno, in conseguenza della politica del governo cinese.
L'unica persona che ha cercato di aiutare questa bambina ha dichiarato:
"Credo che stesse già per morire, tuttavia era ancora calda e perdeva sangue dalle narici".
Questa signora ha chiamato l'Emergenza però non è arrivato nessuno.
"Il bebè stava vicino agli uffici fiscali del governo e molte persone passavano ma nessuno faceva nulla... Ho scattato queste
foto perchè era una cosa terribile..."
"I poliziotti, quando sono arrivati, sembravano preoccuparsi più per le mie foto che non per la piccina..." 





In Cina, molti ritengono che le bambine siano spazzatura.
Il governo della Cina, il paese più popoloso del mondo con 1,3 miliardi di persone, ha imposto la sua politica di restrizione della natalità nel 1979.
I metodi usati però causano orrore e sofferenza: i cittadini, per il terrore di essere scoperti dal governo, uccidono o abbandonano i propri neonati.
Ufficialmente, il governo condanna l'uso della forza e della crudeltà per controllare le nascite; però, nella pratica quotidiana, gli incaricati del controllo subiscono tali pressioni allo scopo di limitare la natalità, che formano dei veri e propri "squadroni dell'aborto". Questi squadroni catturano le donne
"illegalmente incinte" e le tengono in carcere finchè non si rassegnano a sottoporsi all'aborto.
In caso contrario, i figli "nati illegalmente" non hanno diritto alle cure mediche, all'istruzione, nè ad alcuna altra assistenza sociale. Molti padri vendono i propri "figli illegali" ad altre coppie, per evitare il castigo del governo cinese.
Essendo di gran lunga preferito il figlio maschio, le bambine rappresentano le principali vittime della limitazione delle nascite.
Normalmente le ragazze continuano a vivere con la famiglia dopo del matrimonio e ciò le rende un vero e proprio un peso.
Nelle regioni rurali si permette un secondo figlio, ma se anche il secondo è una femmina, la cosa rappresenta un disastro per la famiglia.
Secondo i dati delle statistiche ufficiali, il 97,5% degli aborti è rappresentato da feti femminili.
Il risultato è un forte squilibrio di proporzioni fra popolazione maschile e femminile. Milioni di uomini non possono sposarsi, da ciò consegue il traffico di donne.
L'aborto selezionato per sesso sarebbe proibito dalla legge, però è prassi comune corrompere gli addetti per ottenere un'ecografia dalla quale conoscere il sesso del nascituro.
Le bambine che sopravvivono finiscono in precari orfanatrofi.
Il governo cinese insiste con la sua politica di limitare le nascite e ignora il problema della discriminazione contro le bambine.
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Non è possibile continuare a ignorare una simile tragedia!!
Che cosa possiamo fare?
- Inviare una protesta per e-mail all'ambasciata
cinese del nostro paese
- inviare una protesta al Presidente della
Cina:
Excellency President Jiang Zemin of de
People's Republic of China
9 Xihuang - Chenggen
Beigie
Beijing 100032
PCR
China
- Infine, ciò che tocca a me, a te, a tutti, è divulgare queste foto. E pensare ogni giorno, ogni minuto, che tutti noi siamo responsabili di ciò che accade in questo benedetto mondo. Per omissione, per complicità , per negligenza, per indifferenza, molte cose cominciano a succedere o continuano a succedere, sotto gli sguardi indifferenti di tutti noi.
[da un e-mail ricevuta da amici del Rinnovamento e dell'MPV]
In laicissimo NO all'aborto di Norberto Bobbio, coscienza critica della sinistra e padre della Repubblica. Intervista di Giulio Nascimbeni per il Corriere della Sera dell’8 maggio 1981.
Domanda: "Quali diritti e quali doveri sono in conflitto?"
«Innanzitutto il diritto fondamentale del concepito, quel diritto di nascita sul quale, secondo me, non si può transigere. E' lo stesso diritto in nome del quale sono contrario alla pena di morte. Si può parlare di depenalizzazione dell'aborto, ma non si può essere moralmente indifferenti di fronte all'aborto».
D: "Lei parlava di diritti, non di un solo diritto".
«C'è anche il diritto della donna a non essere sacrificata nella cura dei figli che non vuole. E c'è un terzo diritto: quello della società. Il diritto della società in generale e anche delle società particolari a non essere superpopolate, e quindi a esercitare il controllo delle nascite».
D: "Non le sembra che, così posto, il conflitto fra questi diritti si presenti pressoché insanabile?"
«E' vero, sono diritti incompatibili. E quando ci si trova di fronte a diritti incompatibili, la scelta è sempre dolorosa».
D: "Ma bisogna decidere".
«Ho parlato di tre diritti: il primo, quello del concepito, è fondamentale; gli altri, quello della donna e quello della società, sono derivati.
Inoltre, e questo per me è il punto centrale, il diritto della donna e quello della società, che vengono di solito addotti per giustificare l'aborto, possono essere soddisfatti senza ricorrere all'aborto, cioè evitando il concepimento. Una volta avvenuto il concepimento, il diritto del concepito può essere soddisfatto soltanto lasciandolo nascere».
D: "Quali critiche muove alla legge 194?"
«Al primo articolo è detto che lo Stato “garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile”. Secondo me, questo diritto ha ragione d'essere soltanto se si afferma e si accetta il dovere di un rapporto sessuale cosciente e responsabile, cioè tra persone consapevoli delle conseguenze del loro atto e pronte ad assumersi gli obblighi che ne derivano. Rinviare la soluzione a concepimento avvenuto, cioè quando le conseguenze che si potevano evitare non sono state evitate, questo mi pare non andare al fondo del problema. Tanto è vero che, nello stesso primo articolo della 194, è scritto subito dopo che l'interruzione della gravidanza non è mezzo per il controllo delle nascite».
D: "E se, abrogando la legge 194, si tornasse ai "cucchiai d'oro", alle "mammane", ai drammi e alle ingiustizie dell'aborto clandestino? L'aborto è una triste realtà, non si può negarla".
«Il fatto che l'aborto sia diffuso, è un argomento debolissimo dal punto di vista giuridico e morale. E mi stupisce che venga addotto con tanta frequenza. Gli uomini sono come sono: ma la morale e il diritto esistono per questo. Il furto d'auto, ad esempio, è diffuso, quasi impunito: ma questo legittima il furto? Si può al massimo sostenere che siccome l'aborto è diffuso e incontrollabile, lo Stato lo tollera e cerca di regolarlo per limitarne la dannosità. Da questo punto di vista, se la legge 194 fosse bene applicata, potrebbe essere accolta come una legge che risolve un problema umanamente e socialmente rilevante».
D: "Esistono azioni moralmente illecite ma che non sono considerate illegittime?"
«Certamente. Cito il rapporto sessuale nelle sue varie forme, il tradimento tra coniugi, la stessa prostituzione. Mi consenta di ricordare il 'Saggio sulla libertà' di Stuart Mill. Sono parole scritte centotrent'anni fa, ma attualissime. Il diritto, secondo Stuart Mill, si deve preoccupare delle azioni che recano danno alla società: 'il bene dell'individuo, sia esso fisico o morale, non è una giustificazione sufficiente' ».
D: "Questo può valere anche nel caso dell'aborto?"
«Dice ancora Stuart Mill: 'Su se stesso, sulla sua mente e sul suo corpo, l'individuo è sovrano'. Adesso le femministe dicono: 'Il corpo è mio e lo gestisco io'. Sembrerebbe una perfetta applicazione di questo principio.
Io, invece, dico che è aberrante farvi rientrare l'aborto. L'individuo è uno, singolo. Nel caso dell'aborto c'è un 'altro' nel corpo della donna.
Il suicida dispone della sua singola vita. Con l'aborto si dispone di una vita altrui».
D: "Tutta la sua lunga attività, professor Bobbio, i suoi libri, il suo insegnamento sono la testimonianza di uno spirito fermamente laico. Immagina che ci sarà sorpresa nel mondo laico per queste sue dichiarazioni?"
«Vorrei chiedere quale sorpresa ci può essere nel fatto che un laico consideri come valido in senso assoluto, come un imperativo categorico, il “non uccidere”. E mi stupisco a mia volta che i laici lascino ai credenti il privilegio e l'onore di affermare che non si deve uccidere».
