domenica, 09 marzo 2008, ore 08:05

Il grazie al Signore per il suo disegno sulla vocazione e la missione delle donna nel mondo, diventa anche un concreto e diretto grazie alle donne, a ciascuna donna, per ciò che essa rappresenta nella vita dell'umanità.
Grazie a te, donna-madre, che ti fai grembo dell'essere umano nella gioia e nel travaglio di un'esperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce, ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita, punto di riferimento nel successivo cammino della vita.
Grazie a te, donna-sposa, che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono, a servizio della comunione e della vita.
Grazie a te, donna-figlia e donna-sorella, che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità, della tua intuizione, della tua generosità e della tua costanza.
Grazie a te, donna-lavoratrice, impegnata in tutti gli ambiti della vita sociale, economica, culturale, artistica, politica, per l'indispensabile contributo che dai all'elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, ad una concezione della vita sempre aperta al senso del « mistero », alla edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità.
Grazie a te, donna-consacrata, che sull'esempio della più grande delle donne, la Madre di Cristo, Verbo incarnato, ti apri con docilità e fedeltà all'amore di Dio, aiutando la Chiesa e l'intera umanità a vivere nei confronti di Dio una risposta « sponsale », che esprime meravigliosamente la comunione che Egli vuole stabilire con la sua creatura.
Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani
 
Giovanni Paolo II, Lettera alle donne, 29 giugno 1995
Sbavette
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categoria : donne, fede

giovedì, 06 settembre 2007, ore 00:28

Feminists fo Life

Visto che era spuntato il tema ecco il link al bel sito delle femministe anti-abortiste americane *___*
Wow...

http://www.feministsforlife.org/
Sbavette
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categoria : politica, donne

domenica, 03 giugno 2007, ore 10:20

Gli oppressi nella pattumiera: due parole di sano anti-abortismo

Molti parlano da anni, inascoltati, di un disegno maltusiano dietro alle politiche di "pianificazione familiare" e dietro le politiche che incentivano l'aborto. Senza bisogno di andare  a prendere ad esempio ciò che accade in Africa, in cui i paesi "avanzati" sono più occupati a limitare le nascite che a bonificare i pozzi, anche in Italia (nonostante ciò che è scritto nella famosa legge 194) è chiaro che l'aborto non è affatto disincentivato, anzi, diviene quasi l' unica chance soprattutto per le donne immigrate e per quelle più povere che invece avrebbero tutto il diritto di veder nascere i propri figli.
Liberare queste donne (e queste famiglie) dalla situazione di bisogno pare significhi liberarle dai loro figli, anzichè liberarle dalla povertà e dall'ignoranza, così il problema di cui disfarsi è il figlio e non la povertà. Del resto fare ad una donna una operazione è meno "costoso" che sostenerla, che aiutarla a imparare l'italiano (moltissime donne che abortiscono sono straniere), aiutarle a trovare un lavoro, aiutarle a trovare una casa... E così, oltre a non dover aiutare lei, si toglie di mezzo un futuro piccolo bambino povero.
Quando si parla di aborto, dove sono finiti i difensori dei deboli e degli oppressi? Tra un po' di anni non avremo più bambini con la sindrome di down, ma non perchè ci siamo liberati della sindrome di down, bensì perchè siamo riusciti a liberarci di loro uccidendoli prima della loro nascita, e la stessa cosa vale per numerose patologie di handicap che "stanno scomparendo" perchè abbiamo deciso che loro non hanno diritto di esistere, perchè il loro diritto alla vita costa troppo alla nostra società ipocrita ed egoista. E così, non in africa, non in asia, non nei paesi "indietro", ma nella nostra Italia e nei paesi cosiddetti "avanzati", stiamo uccidendo i poveri, gli handicappati e i deboli prima che nascano, nel silenzio generale.
Caro Emanuele, caro Nat, cari Compagni, qualcuno di sinistra si chiede come mai nonostante tutte le ingiustizie non ci sia oggi una schiera di oppressi ben definita da difendere e che si ribelli, come era una volta la classe operaia. La risposta è semplice, gli oppressi sono in buona parte nella pattumiera dell'ospedale della vostra città.
Ogni anno (e sottolineo ogni anno)  in Italia vengono uccisi 180.000 bambini, ecco dov'è finito l'esercito proletario.

Antonella


Dal Libro di Alessandra Nucci "La donna ad una dimensione"

Nel 2000, quasi alla fine del suo mandato, il Presidente a­mericano Bill Clinton, noto femminista, fece approvare la pil­lola abortiva RU-486 con una procedura d'urgenza, normal­mente intrapresa solo per le medicine salva-vita, nonostante che già allora se ne conoscessero i rischi mortali. La sua azione fu salutata come gesto coraggioso a favore delle donne. Adesso negli archivi di Clinton è stata scoperta una lettera dell' epoca, scritta da un personaggio di alto profilo della lobby abortista, che perorava l'uso dell' aborto chimico e chirurgico come stru­mento per

“eliminare il segmento a malapena scolarizzato, malato e povero del paese” (*)

Datata 6 gennaio 1992, la lettera proseguiva affermando che il governo doveva fornire contraccettivi, preservativi e anche «vasectomie, legature delle tube e aborti ... RU-486 e aborti convenzionali», perché

“il problema è che il numero dei poveri aumenta con la nascita di milioni di bambini di gente che non se li può permettere [...]. La nostra sopravvivenza dipende dalla possibilità di sviluppare una popolazione in cui tutti fanno la loro parte. Non abbiamo bisogno di altra carne da cannone. Non abbiamo bisogno di altri parroc­chiani. Non abbiamo bisogno di altra mano d'opera a buon mer­cato. Non abbiamo bisogno di bambini poveri. “ (*)

Secondo David Reardon dell'Elliot lnstitute i fautori della denatalità mirano soprattutto ai paesi in via di sviluppo, dove la RU-486 sarebbe distribuita con facilità.

“Per evitare problemi con la legge, o con le coscienze dei singoli pazienti, questi trattamenti possono essere nascosti sotto l' eufemi­smo di "regolazione mestruale". E anche se sorgessero questioni di sicurezza, come in USA, per le morti e le ferite sofferte dalle donne, se ne può dare la colpa ai divieti "repressivi" di abortire che negano alle donne l'accesso ad aborti sicuri e legali". (...)


*RU-486 Linked to Population Control in Letter Found in Clinton Files (Documento dell'archivio Clinton Collega la RU486 al controllo demografico), the Elliot Institute News, vol. 5. n. 5, 8 giugno 2006
Sbavette

domenica, 15 ottobre 2006, ore 23:52

La rubrica del cuore
Come si seduce una democristiana?
Ecco l'interessante teoria di un Compagno esplicatami il 5 ottobre alle ore 00.36. Non potevo non riportarla.


Allora bisogna partire dal presupposto che la democristiana non vuole solo il tuo corpo ma la tua anima ...

E partiamo da un altro assunto che la democristina non vuole un anima pulita ma un anima sporca da poter salvare...

1) Dichiarati subito comunista, e' dalla costituenta che le democristiane li cercano per convertirli

2) Sii diretto, ci pensa lei a mediare la situazione la fa sentire importante

3) Non pentirti subito perche' la democristiana tramite la passione e la sofferenza vuole raggiungere il suo obiettivo

4) Prima di sottoscrivere la tessera fallo fare ai tuoi parenti poi loro ti raccomandano alla democristiana, funziona cosi'

5) Guardale tutta la sera il seno o le gambe la democristiana ha bisogno di redarguirti in qualche maniera

6) Patteggia

7) Non pagare il conto dille che lo farai tramite delle opere di bene

poi ce ne sono altre di regole ma ora non mi sovvengono


Ti ho conquistata ?
Sbavette

mercoledì, 19 luglio 2006, ore 00:08

Quanto mi piace 'sta foto.

Sbavette

mercoledì, 21 giugno 2006, ore 13:28

Soubrettes e "prestazioni occasionali"...

Tralascio tutto il discorso sullo schifo delle intercettazioni divulgate, tralascio le ovvie perplessità del come mai diventino uno scandalo e un caso per AN quando tutti sanno benissimo che tutto l'arco costituzionale  da Rifondazione a Alternativa sociale passando per il gruppo misto rifila le sue belle raccomandazioni a destra e a manca... tralasciamo, tralasciamo e parliamo pure del troiaio.

Leggevo tempo fa un articolo di una Commissaria europea svedese che additava la TV italiana come la più sessista d'Europa, piena com'è, dalle 8 di mattina alle 8 della mattina dopo, di donnette utilizzate solo per l'ostentazione provocatoria del loro corpo e nulla più.

Io sono sempre stata disgustata da veline-letterine-schedine e compagnia bella, ma mi son sempre detta: forse sono io che faccio come al solito la bigotta-medievale&oscurantista, per cui quell'articolo del commissario delle pari opportunità mi rincuorò molto: "Ah, bene, non ci sono solo io nauseata da tette e chiappe al vento a tutte le ore, siamo almeno in due in europa...", mi  sono detta.

Una volta recitavo e mi è capitato di fare qualche provino.

Ricordo con particolare disgusto proprio quello per la RAI...
In teoria si richiedeva una buona dizione e livello culturale ma quando sono arrivata là constatai subito che non avevo mai visto una tale concentrazione di mignotte tutte in una volta sola, con 'ste labbra e 'sti seni così gonfi che mi aspettavo che esplodessero da un istante all'altro. La consegna delle foto è stata esilerante. La maggior parte aveva delle foto da calendario, mezze nude (o nude) e in pose erotiche, io sembravo una aspirante presentatrice dell'Albero Azzurro...
Ma la cosa più divertente era che proprio loro passavano le selezioni, e alcune di loro (alla faccia della dizione) manco sapevano bene l'italiano (...erano straniere...) mentre venivano palesemente scartate persone nettamente più qualificate e per nulla meno belle. Quanto al livello culturale richiesto, manco una domanda di cultura generale.

Quello è stato l'ultimo provino che ho fatto.

Poi lentamente ho smesso pure di recitare. L’ultima volta che l’ho fatto è stato semplicemente per uno spettacolo durante una rievocazione storica, nulla di che. Mi manca anche un po’ la recitazione.

 

Sbavette

venerdì, 09 giugno 2006, ore 23:13

 

Stop abortion now

Sbavette

lunedì, 20 marzo 2006, ore 21:46

-Le donne lavorano i 2/3 delle ore di lavoro, producono la metà del cibo mondiale, eppure guadagnano 1/10 delle entrate mondiali e posseggono 1/100 della ricchezza del mondo

-Un quarto della popolazione mondiale vive con meno di un dollaro al giorno: il 70% di questi sono donne

-Le donne posseggono solo l'1% delle posizioni dirigenziali nelle International Corporations

-Le donne detengono solo il 6.2% delle posizioni ministeriali in tutto il mondo

-La violenza maschile causa, tra le donne dai 15 ai 40 anni, più morti del cancro, della malaria, degli incidenti stradali e delle guerre

(State of the World, 2000)

Sbavette

sabato, 18 marzo 2006, ore 16:13

Lasciatevi stritolare il cuore da queste Immagini pazzesche...

Le immagini che seguono sono estremamente dure (chi non vuole vederle non scorra la barra...), però riteniamo doveroso mostrarle, perchè fatti così gravi non devono passare inosservati. Il mondo deve sapere, la gente deve essere informata di quanto accade in Cina, di come possa disumanamente divenire normalità  il disprezzo per
la vita.

Una bimba appena nata giace morta sotto il bordo del marciapiedi, nella totale indifferenza di coloro che passano. 
La piccina è solo un'altra vittima della politica crudele del governo cinese che pone il limite massimo di un solo figlio nelle città (due nelle zone rurali), con aborto obbligatorio.

Nel corso della giornata, la gente passa ignorando il bebè: automobili e biciclette passano schizzando fango sul cadaverino. 

Di quelli che passano, solo pochi prestano attenzione. 

La neonata fa parte delle oltre 1000 bambine abbandonate appena nate ogni anno, in conseguenza della politica del governo cinese.

L'unica persona che ha cercato di aiutare questa bambina ha dichiarato:
"Credo che stesse già  per morire, tuttavia era ancora calda e perdeva sangue dalle narici". 
Questa signora ha chiamato l'Emergenza però non è arrivato nessuno. 
"Il bebè stava vicino agli uffici fiscali del governo e molte persone passavano ma nessuno faceva nulla... Ho scattato queste
foto perchè era una cosa terribile..."

"I poliziotti, quando sono arrivati, sembravano preoccuparsi più per le mie foto che non per la piccina..." 


  In Cina, molti ritengono che le bambine siano spazzatura.
  Il governo della Cina, il paese più popoloso del mondo con 1,3 miliardi di persone, ha imposto la sua politica di restrizione della natalità nel 1979.
  I metodi usati però causano orrore e sofferenza: i cittadini, per il terrore di essere scoperti dal governo, uccidono o abbandonano i propri neonati.
  Ufficialmente, il governo condanna l'uso della forza e della crudeltà per controllare le nascite; però, nella pratica quotidiana, gli incaricati del controllo subiscono tali pressioni allo scopo di limitare la natalità, che formano dei veri e propri "squadroni dell'aborto". Questi squadroni catturano le donne
"illegalmente incinte" e le tengono in carcere finchè non si rassegnano a sottoporsi all'aborto.
  In caso contrario, i figli "nati illegalmente" non hanno diritto alle cure mediche, all'istruzione, nè ad alcuna altra assistenza sociale. Molti padri vendono i propri "figli illegali" ad altre coppie, per evitare il castigo del governo cinese.
 
Essendo di gran lunga preferito il figlio maschio, le bambine rappresentano le principali vittime della limitazione delle nascite.
 
Normalmente le ragazze continuano a vivere con la famiglia dopo del matrimonio e ciò le rende un vero e proprio un peso.
  Nelle regioni rurali si permette un secondo figlio, ma se anche il secondo è una femmina, la cosa rappresenta un disastro per la famiglia.
  Secondo i dati delle statistiche ufficiali, il 97,5% degli aborti è rappresentato da feti femminili.
  Il risultato è un forte squilibrio di proporzioni fra popolazione maschile e femminile. Milioni di uomini non possono sposarsi, da ciò consegue il traffico di donne.
  L'aborto selezionato per sesso sarebbe proibito dalla legge, però è prassi comune corrompere gli addetti per ottenere un'ecografia dalla quale conoscere il sesso del nascituro.
  Le bambine che sopravvivono finiscono in precari orfanatrofi.
  Il governo cinese insiste con la sua politica di limitare le nascite e ignora il problema della discriminazione contro le bambine.


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  Non è possibile continuare a ignorare una simile tragedia!!
  Che cosa possiamo fare?
  - Inviare una protesta per e-mail all'ambasciata
cinese del nostro paese
  - inviare una protesta al Presidente della
Cina:

                  Excellency President Jiang Zemin of de
People's Republic of China
9 Xihuang - Chenggen
Beigie
                                                              
Beijing 100032
                                                                   PCR
China

  - Infine, ciò che tocca a me, a te, a tutti, è divulgare queste foto. E pensare ogni giorno, ogni minuto, che tutti noi siamo responsabili di ciò che accade in questo benedetto mondo. Per omissione, per complicità , per negligenza, per indifferenza, molte cose cominciano a succedere o continuano a succedere, sotto gli sguardi indifferenti di tutti noi.

[da un e-mail ricevuta da amici del Rinnovamento e dell'MPV]

Sbavette

mercoledì, 15 marzo 2006, ore 15:33

In laicissimo NO all'aborto di Norberto Bobbio, coscienza critica della sinistra e padre della  Repubblica. Intervista di Giulio Nascimbeni  per il Corriere della Sera dell’8 maggio 1981.

Domanda: "Quali diritti e quali doveri sono in conflitto?"

«Innanzitutto il diritto fondamentale del concepito, quel diritto di nascita sul quale, secondo me, non si può transigere. E' lo stesso diritto in nome del quale sono contrario alla pena di morte. Si può parlare di depenalizzazione dell'aborto, ma non si può essere moralmente indifferenti di fronte all'aborto».


D: "Lei parlava di diritti, non di un solo diritto".

«C'è anche il diritto della donna a non essere sacrificata nella cura dei figli che non vuole. E c'è un terzo diritto: quello della società. Il diritto della società in generale e anche delle società particolari a non essere superpopolate, e quindi a esercitare il controllo delle nascite».


D: "Non le sembra che, così posto, il conflitto fra questi diritti si presenti pressoché insanabile?"

«E' vero, sono diritti incompatibili. E quando ci si trova di fronte a diritti incompatibili, la scelta è sempre dolorosa».


D: "Ma bisogna decidere".

«Ho parlato di tre diritti: il primo, quello del concepito, è fondamentale; gli altri, quello della donna e quello della società, sono derivati.
Inoltre, e questo per me è il punto centrale, il diritto della donna e quello della società, che vengono di solito addotti per giustificare l'aborto, possono essere soddisfatti senza ricorrere all'aborto, cioè evitando il concepimento. Una volta avvenuto il concepimento, il diritto del concepito può essere soddisfatto soltanto lasciandolo nascere».



D: "Quali critiche muove alla legge 194?"

«Al primo articolo è detto che lo Stato “garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile”. Secondo me, questo diritto ha ragione d'essere soltanto se si afferma e si accetta il dovere di un rapporto sessuale cosciente e responsabile, cioè tra persone consapevoli delle conseguenze del loro atto e pronte ad assumersi gli obblighi che ne derivano. Rinviare la soluzione a concepimento avvenuto, cioè quando le conseguenze che si potevano evitare non sono state evitate, questo mi pare non andare al fondo del problema. Tanto è vero che, nello stesso primo articolo della 194, è scritto subito dopo che l'interruzione della gravidanza non è mezzo per il controllo delle nascite».


D: "E se, abrogando la legge 194, si tornasse ai "cucchiai d'oro", alle "mammane", ai drammi e alle ingiustizie dell'aborto clandestino? L'aborto è una triste realtà, non si può negarla".

«Il fatto che l'aborto sia diffuso, è un argomento debolissimo dal punto di vista giuridico e morale. E mi stupisce che venga addotto con tanta frequenza. Gli uomini sono come sono: ma la morale e il diritto esistono per questo. Il furto d'auto, ad esempio, è diffuso, quasi impunito: ma questo legittima il furto? Si può al massimo sostenere che siccome l'aborto è diffuso e incontrollabile, lo Stato lo tollera e cerca di regolarlo per limitarne la dannosità. Da questo punto di vista, se la legge 194 fosse bene applicata, potrebbe essere accolta come una legge che risolve un problema umanamente e socialmente rilevante».


D: "Esistono azioni moralmente illecite ma che non sono considerate illegittime?"

«Certamente. Cito il rapporto sessuale nelle sue varie forme, il tradimento tra coniugi, la stessa prostituzione. Mi consenta di ricordare il 'Saggio sulla libertà' di Stuart Mill. Sono parole scritte centotrent'anni fa, ma attualissime. Il diritto, secondo Stuart Mill, si deve preoccupare delle azioni che recano danno alla società: 'il bene dell'individuo, sia esso fisico o morale, non è una giustificazione sufficiente' ».


D: "Questo può valere anche nel caso dell'aborto?"

«Dice ancora Stuart Mill: 'Su se stesso, sulla sua mente e sul suo corpo, l'individuo è sovrano'. Adesso le femministe dicono: 'Il corpo è mio e lo gestisco io'. Sembrerebbe una perfetta applicazione di questo principio.
Io, invece, dico che è aberrante farvi rientrare l'aborto. L'individuo è uno, singolo. Nel caso dell'aborto c'è un 'altro' nel corpo della donna.
Il suicida dispone della sua singola vita. Con l'aborto si dispone di una vita altrui
».



D: "Tutta la sua lunga attività, professor Bobbio, i suoi libri, il suo insegnamento sono la testimonianza di uno spirito fermamente laico. Immagina che ci sarà sorpresa nel mondo laico per queste sue dichiarazioni?"

«Vorrei chiedere quale sorpresa ci può essere nel fatto che un laico consideri come valido in senso assoluto, come un imperativo categorico, il “non uccidere”. E mi stupisco a mia volta che i laici lascino ai credenti il privilegio e l'onore di affermare che non si deve uccidere».

Sbavette
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categoria : pensieri, politica, donne