Guareschi e la Morte...

"Nel nostro cielo di uomini all'antica, non navigano sputnik e missili, ma le ombre dei nostri Morti".

"E' l'ampio, eterno respiro del fiume che pulisce l'aria. Del fiume placido e maestoso, sull'argine del quale, verso sera, passa rapida la Morte in bicicletta. O passi tu sull'argine di notte, e ti fermi, e ti metti a sedere e guardi dentro un piccolo cimitero che è lì, sotto l'argine. E se l'ombra di un morto viene a sedersi vicino a te, tu non ti spaventi e parli tranquillo con lei."
(Don Camillo)

"Io sono ancora il democratico d' allora. Senza più cimici e pidocchi e pulci; senza più topi che mi camminano sulla faccia, senza più fame, anzi, senza appetito addirittura, e con tanto tabacco, ma sono il democratico d'allora, e sul nostro Lager non direi una parola che non fosse approvata da quelli del Lager. Da quelli vivi e da quelli morti. Perchè bisogna anche tener conto dei Morti, nella vera democrazia."
(Diario Clandestino)

"Eccoci qua col sorriso sulle labbra e con la Peppina nel cuore. La cara, vecchia e simpatica Morte, che io oramai chiamo soltanto col suo nome di ragazza...
A proposito: molti mi chiedono chi sia questa Peppina e perchè io l'abbia sempre vicina, e cosa essa rappresenti. Una volta per sempre: io (come tutti i pagliacci dell'universo) ho il sorriso sulle labbra e la morte nel cuore.
Un giorno, mentre stavo lavorando nella mia stanzetta, alzai il capo e mi trovai davanti una vecchia, amabile signora con falce messoria in mano.
<<Chi siete?>>
<<Sono la Morte>> mi spiegò. E mi disse pure che si chiamava Peppina Moscatelli.
<<Ma la Morte non è una signora tutta ossa, con le occhiaie vuote?>>
Rise.
<<Tocca qui Giovannino, e poi dimmi se ti sembrano ossa!>>
Toccai e, con tutto il rispetto dovuto all'età e al grado sociale della signora, non erano ossa.
Così diventammo amici e oggi ho sulle labbra il sorriso e, nel cuore, la simpatica peppina Moscatelli e non più l'antipatica "tutt'ossi" : Anzi, più che nel cuore, l'ho sempre vicina a me, e si chiacchera da buoni amici e quando penso che un giorno verrà a portarmi via non mi sgomento come prima. Sarà come partire con una vecchia amica."
(Bertoldo, rubrica "il cestino")

il Partigiano Bianco

Quanto mi piace 'sta foto.

"Un tempo i giovani potevano evadere dalla cruda realtà materiale attraverso la loro riserva spirituale. Fede, speranza, amore, famiglia, patria, senso di responsabilità, senso del dovere, voglia di lavorare: questa era la droga dei giovani di un tempo. E non era un allucinogeno, un veleno."
Giovannino Guareschi

SIAMO UNA SQUADRA FORTISSIMI!!!
Stoppi la palla al volo, come ti ha imparato tanto tempo fa
quando giocavi invece di andare a scuola
quanti sgridi ti prendevi da papà
perché sognavi un giorno che avresti stato
nell'Italia convocato adesso
tutti sono con te
ma ci devi dimostrare che...
Siamo una squadra fortissimi
fatta di gente fantastici
e nun potimm' perde
e fa figur' e mmerd'
perché noi siamo bravissimi
e super quotatissimi
e se finiamo nel balatro
la colpa è solo dell’albitro
"Pronto Luciano bello perché non ti stai impegnando piu'?
questi ci stanno rovinando i mondiali questi qua
devi fa qualcosa"
Cornuti siamo vittimi dell'albitrarità
a noi contraria
ecco che noi cerchiamo
di difenderci da queste inequità
così palese
grande Luciano moggi
dacci tanti orologi agli albitri internazionali
si no co' cazz' che vinciamo i mondiali
Siamo una squadra furbissimi
fatta di gente drittissimi
e nun vulimm' perde e fa figur'e mmerd'
perché noi siamo bravissimi
e superquotatissimi
e se qualcuno ci ostacola
ce lo diciamo alla Cupola
Sabato 8 Luglio.
Inutile e pesante come una scatola di sabbia in un afosa giornata estiva e senza tempo. Immobile ed arida statua di sale senza altro desiderio che sciogliermi e scivolare silenziosa in un sospiro di vento.
Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
Bandiera, una speme;
Di fonderci insieme
Già l'ora suonò.
Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
Italia chiamò.
Uniamoci, amiamoci;
L'unione e l'amore
Rivelano ai popoli
Le vie del Signore.
Giuriamo far libero
Il suolo natio:
Uniti, per Dio,
Chi vincer ci può?
Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
Italia chiamò.
Questa mattina in un attacco di patriottismo mi sono riletta questi passi dell'Inno di Mameli (seconda e terza strofa), certamente più chiari che non la prima strofa che si suole solitamente cantare
Anche se "L'unione e l'amore/ Rivelano ai popoli/ Le vie del Signore/ visti i vari Prodi al Governo e Luxuria al parlamento potrebbe suonare politicamente ambiguo! =PpPpP
sessuologi in difesa della Chiesa
di ANTONIO SOCCI
SORPRESE
Mentre infuriano le polemiche sul gay pride e sulle presunte "interferenze" della Chiesa su questioni di costume e di etica pubblica (il Papa stesso ha dovuto precisare, con uno splendido discorso ai giovani, che la Chiesa non è "sessuofobica" e non è un tribunale di proibizioni, ma è un grande "sì" alla felicità), è uscita una sorprendente e inattesa apologia della Chiesa Cattolica sulla "Rivista di sessuologia", che è il magazine ufficiale del Centro italiano di sessuologia. Perché un simile riconoscimento alla Chiesa da un ambiente scientifico, certamente laico? Azzardo una risposta: per l'"infelicità" di questo tempo di falsa esuberanza, congestionata e obbligatoria. Perché è ormai una malattia sociale che non trova guarigione senza un abbraccio consolante, che dà senso al vivere e al morire. (...)
[Olllà! Lupetti, il mio ex-regista, e tutti i comunistoni preoccupatissimi della libertà e qualità di vita sessuale mia e dei cattolici credenti ora forse potranno finalmente tranquillizzarsi!]
Il perchè della Lega Nord....
Diciamocelo, non ho mai sopportato Bossi, e neanche la Lega: è qualcosa di totalmente estraneo al mio pensiero e alla mia cultura, ma da qualche anno una ragione personalissima (Dio ha punito le cattiverie che dicevo sulla Lega facendomi trovare il ragazzo leghista) mi ha imposto di doverci riflettere su e di sforzarmi a capire (anche perché non potevo limitarmi a ritenere che il mio ragazzo fosse un deficiente, anche perché non lo è affatto, anzi, ha una intelligenza brillante e una cultura elevata).
L'idea che mi sono fatta è che Bossi per tanta gente del Nord Italia rappresenta il loro “Pasquino”... Avete presente quella antica statua soprannominata “Pasquino” in quella piazza romana a cui da secoli vengono affissi i messaggi della gente, del popolino, messaggi di satira, lamentele contro l'autorità, le magagne del popolo,…Si dice che questo Pasquino fosse un ciabattino che viveva in quella piazza, per scherzo la gente iniziò ad affiggervi i messaggi, che continuano a comparire di tanto in tanto tutt'oggi. Quest'ometto bruttino, spettinato, poco acculturato, burbero e ora pure malandato che spara parolacce e bordate di continuo eppure è adorato dal suo popolo, non è un Pasquino?... Bossi non assomiglia al macellaio, il verduraio dell'angolo, l'operaio che lavora in fabbrica di fianco a te, l’anti-politica in politica?... Io non so se le sue parole abbiano un senso concreto, politico, forse no, forse hanno un senso puramente "espressivo".
Io credo che dietro questo “fenomeno” ci sia il disagio del Nord. Il Nord non è solo la parte ricca d'Italia, ma la parte "sazia e disperata" per usare le parole di un Cardinale. E aggiungiamoci pure che non ovunque attualmente è così sazia. Parlavo con un industriale di Garda qualche tempo fa e mi raccontava che da quelle parti ci sono tantissimi giovani disoccupati, così nel Biellese e le zone montane del Piemonte in cui hanno fondato la propria ricchezza solo sul tessile che è in piena crisi per via della Cina… Il Sud ha ancora la forte ricchezza di legami sociali più stretti e solidali che il Nord ha molto meno. Il Nord ha servizi sociali migliori, ma i servizi ti raccolgono solo quando hai raggiunto il fondo e ti sei già messo a scavare. In una cultura efficientista in cui ti insegnano sin da piccolo che il lavoro è tutto, quando non hai più il lavoro, e non hai dei legami famigliari validi che ti sostengano, cosa fai?
La “Padania” in fin dei conti non è essa stessa manifestazione di disagio in quanto fuga utopica da una realtà che non si accetta e che non si sa come cambiare? Non è in fin dei conti una visione messianica? Una terra mitica staccata dal resto dell’Italia, da Roma e dal Sud, che rappresenterebbero invece la corruzione, la disonestà e tutti i mali della terra? Questo volere rintracciare anche un confine “razziale” identificandosi ad esempio con i celti, questo fabbricare gadgets come monete della Padania, targhe della macchina della Padania,.. ??
Io non mi limito a vedere queste cose semplicemente come soluzioni sbagliate e veramente grottesche, ma risposte nate da esigenze che sono comunque un problema a cui anche un non-leghista dovrebbe tentare di dare una risposta.
Aggiungiamoci poi ragioni storiche come l’imborghesimento e l’”intellettualizzazione” della sinistra in cui forse un operaio non si trova più a suo agio come 50 anni fa (Bossi, ricordiamocelo, viene dalle file di Democrazia Proletaria e molti dei leghisti della prima ora erano ex-comunisti), la scomparsa della DC, tangentopoli, e la reazione al sistema…
[Naturalmente se il mio ragazzo dovesse leggere quello che ho scritto non sarebbe daccordo con la mia analisi, anche perchè forse in effetti enfatizzare la ragione del disagio sminuisce la portata politica del messaggio (ma quindi anche la responsabilità politica del messaggio...), ma confido che continui a ignorare totalmente il mio blog come ha sempre fatto finora =P...]
