giovedì, 15 maggio 2008, ore 22:14

15 Maggio, festa dei democratici cristiani
Il 15 Maggio era la festa dei democratici cristiani, che sin dalla fine dell'ottocento avevano scelto questa data come rappresentativa, perchè era quella dell'uscita della Rerum Novarum. Prima che anche questo 15 Maggio si spenga riporto una poesia celebrativa del 15 Maggio, del 1903.

Quindici Maggio

Fu un giorno di sole: nei seni

profondi brillavano i cieli,

pel colle e pel piano gli steli

fiorian nel bacio d'amor:


ma sparsi tra i solchi sudati

o dentro le oscure officine,

le buone pupille recline,

piangevano i curvi al lavor.


Ed ecco da Roma fatale

com'onda diffusa di suoni

di venti su l'aspre tenzoni,

di speme una voce venir.


E' voce di candido Veglio

dal tenero e dolce sorriso

e svela ai piangenti nel riso

dei cieli un gran mondo a venir.


Un mondo di libera plebe

nei rinnoveliati Comuni

per tutti la terra dai bruni

suoi solchi alimento darà


e patto di vita civile

auspicio ai fratelli di pace

un legno di Croce la luce

del novo progresso sarà.


O scabri operai di mestizia

suffusi nell'occhio profondo,

o tristi reietti del mondo

cresciuti alle lotte e al lavor,


per terre e per mari ricinti

di bianchi garofani aulenti

lanciamo nel seno dei venti

la nostra canzone d'amor.


(Supplemento “Il Quindici Maggio” al n. 21 del 1903 del settimanale Garofano Bianco)
Sbavette
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lunedì, 02 aprile 2007, ore 18:38

Un po' di sano clericalismo...

Siam clericali
Inno della Federazione cattolica operaia di Cambiano, recitato in occasione del decimo anniversario della sua fondazione. Da Il Martello, Verona, 30 novembre 1895.

Poiché la cricca dei liberali
Ci ha dato il titolo di clericali,
E’ nostra gloria chiamarci tali.
Come cattolici siam clericali.


Fede incrollabile speranza e amore
Noi abbiam tutti nel Creatore
Che premia i buoni punisce i mali.
Siam clericali, siam clericali.

E pari fede speranza e amore
Abbiamo unanimi nel Redentore
morto e risorto per noi mortali.
Siam clericali, siam clericali.

Umili servi pur di Maria
Preghiam che il santo suo nome sia
La conversione dei liberali,
Conforto e speme dei clericali.

E al Santo fabbro nostro patrono
Da noi pur offresi il core in dono
Perché allontani gli odierni mali
Dal sodalizio dei clericali.

Vogliamo il papa indipendente:
Vogliam da vincoli la Chiesa esente,
Cioè dai vincoli dei liberali
Nemici acerrimi dei clericali.

A Dio e alla patria sempre devoti
Alziamo al Cielo fervidi voti,
Perché la liberi dai liberali,
Che la dissanguano. Siam clericali.

Vogliam l'Italia libera e forte:
Sappiam per essa sfidar la morte,
Più pronti e alacri dei liberali.
Siam clericali, siam clericali.

Amiam le patrie istituzioni
Senza massoniche applicazioni.
Onde si valgono i liberali
Per l'oppressione dei clericali.

Odiam la lurida pornografia,
E la satanica filosofia,
Che fa gli uomini pari ai maiali.
Siam clericali, siam clericali

Non temiam l'ira dei framassoni,
L'odio e gli scherni dei mascalzoni,
Che il nome usurpano di liberali
Sol per combattere i clericali.

Siam di carattere cessi l'insano
Timor che appellasi rispetto umano:
Siamo cattolici. Vantiamci tali.
Come cattolici, siam clericali.

Nobilitiamoci con buoni esempi:
Facciam risplendere in faccia agli empi
Con opre degne gli alti ideali,
A cui s'ispirano i clericali.

Con buone azioni e prece ardente
Potrem rivolgere di Dio la mente
A pro dei miseri e dei mortali,
Che sempre osteggiano i clericali.

Se non c'illude forse il desio,
Vediam risorgere l'alba di Dio,
Che mentre sfolgora i liberali,
Il cor rinfranca dei clericali.

Vedrem calmarsi la rea procella,
Che di Pier1 agita la navicella
Pel vento infesto dei liberali
Contro la Chiesa e i clericali

Vedrem più bende cader dal ciglio:
Subentrar l'ordine allo scompiglio:
Men velenosi farsi gli strali
Contro il pontefice e i clericali.

E alla voce del Vaticano
vedrem l'antico spirto cristiano
Destarsi, e i popoli farsi morali
Giusta la prece dei clericali.

E rinsavita la società
Per lunga prova si accorgerà,
Che i ver filantropi, ver liberali
Siam noi cattolici, noi clericali.

Non temiam l'ira dei framassoni,
L'odio e gli scherni dei mascalzoni,
Che il nome usurpano di liberali
Sol per combattere i clericali.

Siam di carattere cessi l'insano
Timor che appellasi rispetto umano:
Siamo cattolici. Vantiamci tali.
Come cattolici, siam clericali.

Nobilitiamoci con buoni esempi:
Facciam risplendere in faccia agli empi
Con opre degne gli alti ideali,
A cui s'ispirano i clericali.

Con buone azioni e prece ardente
Potrem rivolgere di Dio la mente
A pro dei miseri e dei mortali,
Che sempre osteggiano i clericali.

Se non c'illude forse il desio,
Vediam risorgere l'alba di Dio,
Che mentre sfolgora i liberali,
Il cor rinfranca dei clericali.

Vedrem calmarsi la rea procella,
Che di Pier1 agita la navicella
Pel vento infesto dei liberali
Contro la Chiesa e i clericali

Vedrem più bende cader dal ciglio:
Subentrar l'ordine allo scompiglio:
Men velenosi farsi gli strali
Contro il pontefice e i clericali.

E alla voce del Vaticano
vedrem l'antico spirto cristiano
Destarsi, e i popoli farsi morali
Giusta la prece dei clericali.

E rinsavita la società
Per lunga prova si accorgerà,
Che i ver filantropi, ver liberali
Siam noi cattolici, noi clericali.

 

Sbavette
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giovedì, 02 novembre 2006, ore 12:52

Mi hai fatto senza fine
questa è la tua volontà.
Questo fragile vaso
continuamente tu vuoti
continuamente lo riempi
di vita sempre nuova.

Questo piccolo flauto di canna
hai portato per valli e colline
attraverso esso hai soffiato
melodie eternamente nuove.

Quando mi sfiorano le tue mani immortali
questo piccolo cuore si perde
in una gioia senza confini
e canta melodie ineffabili.
Su queste piccole mani
scendono i tuoi doni infiniti.
Passano le età, e tu continui a versare,
e ancora c'è spazio da riempire.

(Tagore)
Sbavette
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domenica, 30 luglio 2006, ore 13:44

Calma il mio cuore, Signore,
acquieta i pensieri della mia mente.

Rallenta i miei passi frettolosi
con la visione lieta del tempo
che placido si distende nell'eterno.

Dona al tormento dei miei giorni
la pace dei colli eterni.

Sciogli la tensione dell'animo,
con il ricordo dei ruscelli
che mormorano nelle valli.

Incanta le mie notti insonni
con la magia di sogni beati.

Dona carezze alle mie mani,
alla mia bocca dolci parole,
al mio cuore palpiti d'amore.

Lascia, Signore, che affidi
al solco della vita valori perenni
perchè il mio spirito si levi sicuro
verso le stelle.

P Anon

Sbavette
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martedì, 18 luglio 2006, ore 19:19

L'amore


Quando l'amore chiama, seguitelo
anche se ha vie sassose e ripide.

E quando vi parla credete in lui
benchè la sua voce possa
disperdere i vostri sogni
come il vento del nord devasta il giardino.

Poichè come l'amore vi esalta così
vi crocifigge e come vi matura così vi poterà.
E vi consegna al suo sacro fuoco
perchè voi siate il pane santo
della mensa di Dio.

Tutto ciò compie l'amore in voi
affinchè conosciate il segreto del vostro cuore
e possiate diventare un frammento
del cuore della Vita.

L'amore non dà nulla fuorchè se stesso
e non coglie nulla se non in se stesso.
L'amore non possiede
né vorrebbe essere posseduto
perchè l'amore è sufficiente all'amore.

E non pensate di dirigere l'amore
perchè se vi trova degni è lui che vi conduce.
L'amore non desidera altro che consumarsi!

Se amate davvero siano questi i vostri desideri:
destarsi all'alba con un cuore alato
e ringraziare per un'altro giornod'amore;
addormentarsi a sera
con una preghiera per l'amato nel cuore
e un canto di lode sulle labbra.


[Gibran Kahlil Gibran]


Sbavette
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lunedì, 03 luglio 2006, ore 15:11

PREGHIERA DEL RIBELLE
(del partigiano cattolico Teresio Olivelli)

Signore che fra gli uomini drizzasti la Tua croce segno di contraddizione,
che predicasti e soffristi la vittoria dello spirito contro le perfidie e gli interessi dei dominanti,
la sordità inerte della massa,
a noi oppressi da un giogo numeroso e crudele che in noi e prima di noi ha calpestato Te fonte di libere vite, dà la forza della ribellione.
Dio che sei Verità e Libertà,
facci liberi ed intensi: alita nel nostro proposito,
tendi la nostra volontà,
moltiplica le nostre forze,
vestici delle Tua armatura.
Noi Ti preghiamo, Signore.
Tu che fosti respinto, vituperato, tradito, perseguitato, crocefisso,
nell'ora delle tenebre, quando più s'addensa e incupisce l'avversario, facci limpidi e diritti.
Nella tortura serra le nostre labbra.
Spezzaci, non lasciarci piegare.
Se cadremo, fa che il nostro sangue si unisca al Tuo innocente e a quello dei nostri Morti a crescere al mondo giustizia e carità.
Tu che dicesti: "Io sono la resurrezione e la vita",
rendi nel dolore all'Italia una vita generosa e severa.
Liberaci dalla tentazione degli affetti: veglia Tu sulle nostre famiglie.
Sui monti ventosi e nelle catacombe delle città,
dal fondo delle prigioni, noi Ti preghiamo:
sia in noi la pace che Tu solo sai dare.
Dio della pace e degli eserciti,
Signore che porti la spada e la gioia,
ascolta la preghiera di noi ribelli per amore.

 

Sbavette

martedì, 30 maggio 2006, ore 00:29

Le promesse del socialismo
(poesia tratta dal giornale Il Mulo, Bologna, 15 Maggio 1910)
Il Comizio del 1° Maggio
Quando sarà abolito il capitale,
e stabilito il regno socialista,
avremo la ricchezza generale,
e tal felicità che mai fu vista.
I fiumi porteranno latte e miele,
il mare sarà tutto di sciampagna,
e invece di castagne, sorbe e mele
gli alberi faran gnocchi con la bagna.
Saranno le montagne di formaggio,
i sassi di prosciutto e mortadella,
i giorni saran sempre il primo maggio,
e la stagione sempre la più bella.
Non si avrà più bisogno di lavoro,
perché dal cielo pioverà la manna.
Ognun, sdraiato all’ombra di un alloro,
potrà dir: pancia mia, fatti capanna!
Non vi saran più vizi né difetti,
non più carabinieri né birbanti;
ma tutti saran uomini perfetti
e sempre forti come elefanti.
E dopo tante gioie ben godute
non si morrà (più d’una sola volta)
finchè socializzata la salute
un giorno anche la morte sarà tolta.
 
C’è forse qualchedun che non ci crede?
Compatitelo! E’ un uom di poca fede!
Sbavette
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mercoledì, 24 maggio 2006, ore 19:03

Sono un uomo di speranza
perchè credo che Dio
è nuovo ogni mattina.

Sono un uomo di speranza
perchè credo che lo Spirito Santo
è all'opera nella Chiesa e nel mondo.

Sono un uomo di speranza
perchè credo che lo Spirito Creatore
dà a chi lo accoglie una libertà nuova
e una provvista di gioia e di fiducia.

Sono un uomo di speranza
perchè so che la storia della Chiesa
è piena di meraviglie.

Sperare è un dovere, non un lusso.
Sperare non è sognare,
ma è la capacità di trasformare
un sogno in realtà.

Felici coloro che osano sognare
e che sono disposti a pagare il prezzo
più alto perchè il loro sogno prenda corpo
nella vita degli uomini.

(Card. Lèon Joseph Suenens)

Sbavette
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mercoledì, 26 aprile 2006, ore 16:36

Lo avrai
camerata Kesserling
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi
non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire
ma soltanto col silenzio dei torturati
più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo
su queste strade se vorrai tornare
 ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre

RESISTENZA

Sfilata dei capi del Comando Generale del Corpo Volontari della Libertà in occasione della Liberazione di Milano, da sinistra a destra: Argenton (liberale), Stucchi (socialista), Parri (Giustizia e Libertà), Cadorna (monarchico), Longo (PCI), Mattei (DC)

Sbavette
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sabato, 17 dicembre 2005, ore 19:50

 

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che é importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`e` un`altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca cio` che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arruginisca il ferro che c`e` in te.
Fai in modo che invece che con passione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Pero` non trattenerti mai!

Madre Teresa di Calcutta

 

Sbavette
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